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Historica | Settecento |

 

 

 

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foto e testo ©historiavivens.eu

 

La Battaglia dell’Assietta, AD 1747

(Festa del Piemonte al Colle dell'Assietta)

Usseaux (Torino, Piemonte)   ITALIA

 

 

La rievocazione della battaglia dell’Assietta è al contempo rievocazione storica e commemorazione. Essa si rifà alla famosa battaglia avvenuta il 19 luglio 1747 sul piano dell’Assietta sul crinale spartiacque tra la val Susa e la Val Chisone in un magnifico scenario alpino.

L’evento è inserito nella tradizionale Festa del Piemonte

 

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 La Testa dell'Assietta con l'obelisco commemorativo

 

Si tratta della rievocazione a più alta quota in Europa, a oltre 2500 metri: l’ambientazione è oltremodo sorprendente, proprio sul crinale montagnoso che separa due valli, la Val Chisone e la Val di Susa, che si scorgono su entrambi i lati con un ripido dislivello.

Il paesaggio è molto bello lungo tutto il percorso panoramico, anche se la strada per raggiungere il posto richiede molta attenzione sul tratto non asfaltato. Lo sforzo è però ripagato per poter rivivere un fatto storico determinante per il Piemonte in un ambiente originalissimo e soprattutto spettacolare.

 

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 L'Assietta vista dalla parte dei francesi: a sinistra la Testa dell'Assietta con sullo sfondo il Gran Costa, a destra i resti dei muti in pietra a secco costruiti dai Sabaudi

 

La manifestazione storica si è ampliata negli anni prevedendo già di sabato l’apertura del campo storico presso il laghetto vicino alla Casa Cantoniera, con la presentazione della vita da campo e delle sue incombenze quotidiane, tra cui il rancio serale a cui i visitatori possono partecipare (è gradita la prenotazione alcuni giorni prima).

La serata si chiude con una fiaccolata e musiche tradizionali, a ricordare il tentativo di alleviare la tensione dei soldati nell’attesa di subire l’attacco.

 

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 La celebrazione e il ricordo della battaglia alla Testa dell'Assietta con tutti i gruppi storici

 La commemorazione con la messa e l'alzabandiera dei soldati schierati per tutte le nazioni coivolte

 

Di domenica mattina si svolge una commemorazione storica, con la parata e l’alzabandiera dei vessilli di tutte le nazioni coinvolte (Piemonte ovvero Regno di Sardegna, Austria, Svizzera e Francia), la santa messa al campo e la marcia all’obelisco commemorativo costruito in cima alla Testa dell’Assietta per ricordare i caduti di entrambi gli schieramenti.

E’ un momento solenne in uno scenario che ancora oggi ricorda quella battaglia durissima non solo per i resti delle fortificazioni, ma anche perchè non è raro ritrovare ancora qualche oggetto dell’epoca come pallini, bossoli, fibbie. Serve ricordare che la battaglia fu estremamente cruenta e il commosso ricordo passa dalla eroica difesa dei sabaudi e dei loro alleati al coraggio ammirevole dei francesi in arditi attacchi.

 

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 Le truppe scheirate sulla cima dell'Assietta per la commemorazione si stagliano colorate

 

La parte più coinvolgente è invece la successiva riproposizione della battaglia gestita dal gruppo storico Pietro Micca, i cui membri impersonano sia gli attaccanti francesi sia difensori sabaudi con i loro alleati posizionati sull’Assietta.

Lo scontro avviene proprio sotto l’obelisco, dove i sabaudi difendono la posizione e i francesi risalgono dal basso, a riprendere con veridicità la condizione di vantaggio dei difensori.

Degno di nota è anche l’aver portato a quella quota alcuni pezzi di artiglieria, usati dai francesi per frantumare i muri, ma che non furono determinanti nella battaglia.

 

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 I soldati prendono posizione per l'imminente battaglia

 

Lo scontro è prolungato a ricordare i tanti assalti ripetuti dei francesi nel tentativo di conquistare il crinale. Nel frattempo, anche se si è concentrati sui movimenti dei gruppi, non ci si può esimere dall’osservare le nuvole, che passano così vicine nella vallata sottostante o all’altezza degli stessi soldati, quasi nascondendo al loro passaggio le truppe che avanzano. Lo sguardo corre poi in basso nelle due vallate sugli altrettanti lati del crinale, con una pendenza elevata tanto da togliere quasi il fiato

Tra tutto questo scenario naturale, vedere le figure dei soldati stagliarsi contro il cielo e le stesse nuvole, regala forti emozioni.

 

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 Gli attaccanti francesi (qui impersonati da truppe sabaude) risalgono il crinale da lontano e si schierano per l'attacco

 

L’avanzata dei francesi è continua, ma dalle difese piemontesi le bandiere sabaude sventolano con orgoglio, facendo quasi dimenticare l’inferiorità numerica di fronte ai transalpini.

Alla fine il comandante francese, in un ultimo sforzo eroico di condurre le sue truppe, attacca la ridotta dei sabaudi, ma cade meritando l’onore e il rispetto di tutti i soldati. I pochi francesi sopravvissuti si ritirano e la battaglia termina così, mentre esultano i sabaudi innalzando i loro vessilli.

I gruppi storici si ricompattano e sfilano ancora sotto l’obelisco per tornare all’accampamento.

Il Colle dell’Assietta si svuota e torna a sentirsi soltanto il vento, padrone incontrastato di queste altitudini.

 

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 Arrivati a distanza i tiro, i francesi iniziano le prime scariche verso i sabaudi

 

 

La musica e la festa si trovano invece più in basso presso la Casa Cantoniera, dove sono allestiti una cucina e i tendoni con panche per ospitare anche i turisti. Intorno a questi gli stand di prodotti tipici e poi animazioni musicali per la festa del Piemont, che dura tutto il pomeriggio.

L’evento al Colle dell’Assietta è dunque un modo per conoscere questi posto che si prestano a numerose escursioni a piedi o in mountain bike grazie alla strada militare che collega i diversi posti lungo il crinale dal forte di Fenestrelle fino al Colle del Sestriere.

 

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 I Francesi attaccano subendo gravi perdite (a sinistra), i piemotesi e i loro alleati si difendono con vigore senza scomporsi (destra)

 

 

 

Nota storica

 

La battaglia dell’Assietta fu combattuta nel quadro della Guerra di Successione Austriaca (1741-1748), scoppiata alla morte dell’imperatore austriaco Carlo VI, in seguito alla quale, in mancanza di diretti eredi maschi, il trono era passato a Maria Teresa, tramite la famosa Prammatica Sanzione voluta dallo stesso Carlo VI.

Si trattava di uno statuto che regolava la successione dinastica: si introduceva la successione per via femminile in caso di mancanza di eredi maschi, opzione fino ad allora sempre esclusa, ma solo per il titolo di Arciduca d’Austria e non per il trono del Sacro Romano Impero.

Nel 1742 il re di Baviera Carlo Alberto venne eletto imperatore, ma rivendicò anche il trono di Austria.

Maria Teresa si trovò in una debole posizione, riconosciuta solo da pochi stati in Europa, e la Prussia ne approfittò per attaccare l’Austria strappandole la regione della Slesia.

La guerra degenerò assumendo le dimensioni di un conflitto europeo e coinvolgendo appunto l'Austria, il Regno Unito, la Russia, i Paesi Bassi e il Regno di Sardegna opposti a Francia, Spagna, Prussia, Svezia, Sassonia e ovviamente alla Baviera.

Il piccolo Stato sabaudo era intanto divenuto un regno: nel 1713 il duca Vittorio Amedeo II era divenuto Re di Sicilia, ma in seguito, su pressioni della Spagna, aveva permutato poi la stessa Sicilia con la Sardegna, mantenendo tuttavia il titolo regale tramite il Regno di Sardegna.

Il re sabaudo dominava sulla Sardegna, su parte dell’attuale Piemonte fino al Sesia, sulla Val d’Aosta, sulla Savoia e sulla contea di Nizza; invece la Liguria (la Repubblica di Genova) e la Toscana erano sotto dominio austriaco e infine la Lombardia era sotto quello spagnolo.

 

 

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 Il Generale francese de Bellisle sprona i suoi soldati alla conquista dell'Assietta

Gli alfieri del generale osservano impotenti l'efficace difesa dei sabaudi

Un altro ostinato assalto alle ridotte sabaude 

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 L'ultima carica francese alle difese sabaude è respinta con le baionette

 

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 Il Gen. de Bellisle è caduto: immediato è l'onore concesso dal Conte di Bricherasio a un tale valoroso comandante

 La riconsegna con il tutto rispetto dovuto dello stendardo del Gen. de Bellisle

 

Mentre la Francia era impegnata in Centro Europa contro l’Austria, Genova si era ribellata ed era passata dalla parte spagnola. I Piemontesi reagirono e assediarono subito Genova.

La risposta franco-spagnola non si fece attendere: una armata assediò Nizza e si spinse sulla riviera ligure, ma fu bloccata a Oneglia.

Impossibilitati a raggiungere Genova, i franco-spagnoli decisero per un diversivo che avrebbe dovuto minacciare Torino, rioccupare le valli alpine della Val Chisone e val di Susa, perse dalla Francia a seguito del precedente guerra di Successione Spagnola, e distogliere le truppe sabaude dalla Liguria.

Un grosso esercito passò il Monginevro e, per evitare di passare per le valli presidiate dai forti di Fenestrelle (in Val Chisone) e di Exilles (in Val di Susa), risalì il crinale tra queste due valli assestandosi sul piano dell’Assietta. Tale azione era già stata tentata nei conflitti precedenti ed era stata quindi prevista dai sabaudi, che avevano provveduto a fortificare la zona con una serie di ridotte e di muri, costruiti in pietra a secco, di un metro e mezzo di altezza a una quota di oltre 2500 metri.

I lavori erano iniziati già dal mese di giugno del 1747: furono costruite due ridotte (alla Testa dell'Assietta e al Gran Serin) collegate tra loro con duplici postazioni di trincea.

Battaglioni piemontesi, imperiali austriaci, tedeschi, di mercenari svizzeri e di volontari valdesi presidiavano la zona per un totale di 13 battaglioni contro il numero preponderante dei 50 battaglioni francesi: di questi almeno 20.000 uomini e 7 cannoni, si riunirono al Colle Costa Piana a 2313 metri per sferrare l’offensiva.

I francesi, consci della propria superiorità numerica, nonostante lo svantaggio della posizione per un attacco in salita, si mossero verso le postazioni sabaude in tre colonne: la prima verso il Gran Serin, la seconda verso la Testa dell’Assietta, la terza verso il Colle dell’Assietta (2500m).

 

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I Francesi si ritirano dall'Assietta tra i corpi dei loro caduti, così tanti da essere abbandonati sul posto

 I francesi (qui impersonati da gruppi storici piemontesi) si ritirano mestamente

 

 

 Il 19 luglio 1747 di pomeriggio avvenne la battaglia: i transalpini, guidati dal generale Louis Armand Fouquet, Conte di Bellisle, risalirono il crinale fino alle ridotte piemontesi, e si lanciarono in continui assalti tentando di far breccia nei muri, ma vennero sempre respinti dai difensori con sanguinosissime perdite.

I piemontesi e i loro alleati eccelsero in una eroica resistenza usando quasi tutte le loro munizioni, e quando furono a corto di queste, passarono alle baionette e lanciarono anche pietre pur di respingere i transalpini arrivati a ridosso dei muri. I francesi si lanciarono con ostinazione in temerari assalti, ma la forte difesa dei sabaudi, che usarono accorgimenti di ogni tipo, anche causando frane muri appositamente pericolanti, riuscì incredibilmente a bilanciare la pesante inferiorità numerica.

Tutte gli attacchi delle tre colonne fallirono ripetutamente, finché il Gen de Bellisle, spazientito prese agli alfieri il suo stendardo e si mosse alla carica, facendo leva sul fatto che le bandiere e gli stendardi erao difesi con la vita dai soldati e la loro perdita costituiva vergogna e disonore per tutto il reparto. I sabaudi si difesero ancora una volta eroicamente, alla fine i francesi, dopo la morte del loro comandante, caduto mentre guidava questo ulteriore assalto verso il muro, e il fallimento di altri attacchi fino alla notte, decisero per la ritirata.

I caduti furono oltre 5000 tra i francesi contro due centinaia tra sabaudi e alleati.

L’esercito invasore si ritirò oltralpe e la campagna di Luigi XV in Italia fu abbandonata e l’intero conflitto venne compromesso.

La guerra di Successione Austriaca si concluse il 18 ottobre 1747 con il trattato di pace di Aachen, in seguito al quale il Regno di Sardegna si espandeva nella Lombardia spagnola fino al Ticino e riotteneva Nizza e la Savoia dalla Francia.

 

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 Bandiere storiche: oltre ai simboli di Torino (a sinistra), dei Savoia (a destra), anche quelli degli alleati Valdesi al centro

 

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 Movimenti delle truppe piemontesi nel magnifico scenario dell'Assietta

 

 

Informazioni

L’area della manifestazione fa parte del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand.

Si raggiunge da Torino prendendo l’autostrada di Pinerolo e poi la SR 23 per il Sestriere. Si può uscire a Finestrelle, frazione di Depot direzione Assietta (segnalato da cartelli) e risalire il crinale passando per Pra Catinat, lambendo il parco dell’Orsiere tra magnifici paesaggi di boschi e alpeggi.

Altra via è l’uscita più avanti a Usseaux, risalendo a Balbouet fino a Pian dell’Alpe dove si incrocia la via precedente. A questo punto la strada per 12 kilometri è solo sterrata, con tornanti stretti, e risale fino a oltre 2500 metri.

Si consiglia di contattare il comune di Usseaux per eventuali restrizioni sulla fruibilità della strada da Pian dell’Alpe all’Assietta, in certi periodi chiusa o a senso unico a seconda degli orari.

 

 

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 Ancora immagini degli assalti alle ridotte piemontesi da parte dei francesi in una salita impegnativa

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 La difesa efficace e agguerrita dei sabaudi

 

 

Arrivati al Colle e alla Testa dell’Assietta con l’obelisco commemorativo, un chilometro più avanti vi è una larga area di parcheggio attorno al laghetto della Casa Cantoniera.

Altre vie per raggiungere il posto sono la provinciale 173 dalla Val di Susa attraverso il Colle delle Finestre che porta comunque a Pian dell’Alpe o la risalita da Sauze d’Oulx.

L’ingresso è gratuito come anche il parcheggio sull’erba attorno al lago, che offre anche posti di camping e aree per le tende.

 

La ricostruzione storica e la descrizione dell’evento è affidata alla direzione del Gen. Amoretti e del Gruppo Storico “Pietro Micca”di Torino

La Festa del Piemonte (Festa del Piemont al Col ed l’Assietta) è organizzata dalla Associazione “Festa del Piemont al Còl ed l'Assieta”

 

Per contatti:

Gruppo Storico “Pietro Micca”di Torino

Sito web: www.pietromicca.com (sito dell’associazione con altre informazioni sul periodo storico affrontato)

Associazione “Festa del Piemont al Còl de l'Assieta”
Via Chiaperotti, 30 – 10090 Rivoli (TO)
tel. 360 535035 / 337225401 – tel. 011 996114
Sito web: www.assietta.it
Comune di Usseaux (TO):

Sito web: www.comune.usseaux.to.it

 

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 Terminata la battaglia rievocatori e pubblico si dirigono

al campo

 Il campo, con le tende storiche e quelle del pubblico per la festa finale e il pranzo

 

 

 

 

 

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