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Gruppi | Musica | ALICE CASTLE |

 

 

 

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foto e testo ©historiavivens.eu

 

ALICE CASTLE - " Il Bosco degli Incanti "    (Gattinara, Novara, Piemonte)

 

Percorso emozionale nella musica celtica d’autore. Un viaggio musicale in un mondo incantato,

tra sogno e realtà, leggende celtiche e antiche ballate sul Popolo Fatato

 

 

Alice Castle Gattinara 2007

 

 

Il Bosco degli Incanti è uno spettacolo che fonde concerto e teatro in una curata ambientazione naturale tesa a fornire allo spettatore la magia del connubio con la Natura e i misteri che essa custodisce. E’ stato proposto per la prima volta a Gattinara  (Vercelli) il 30 settembre 2007, in occasione della locale “Prima edizione della Sagra del Nebbiolo e del Porcino”, per volontà della Comunità Collinare del Gattinara nell’ambito del progetto “Il Bosco in Città”.

 

Il gruppo Alice Castle si è attivato per ideare e realizzare tale spettacolo per riscoprire il passato celtico, oggi quasi dimenticato, di tante aree italiane e far sentire vivo il contatto la Natura che ci circonda. Si condividono le parole di Cattia Salto, autrice e interprete del gruppo: "Alice Castle ha colto l’occasione per proporre un concerto a tema, un viaggio musicale in un mondo incantato, tra sogno e realtà, un felice connubio tra Natura e Musica con la musica a dare voce ai bisbiglii del bosco".   

 

Il punto di partenza dello spettacolo è la fusione di musica, teatro, narrazione, ambientazione naturale e effetti di luci il cui filo conduttore è appunto l’origine celtica.

Come indica Cattia: "Nei tempi degli antichi popoli gli uomini vivevano in armonia con la Natura, la amavano e la rispettavano. Ma cambiò la marea, ed essi volsero le spalle agli spiriti degli Antenati, eppure nel folto degli ultimi boschi, nel sommesso frusciar dell’erba, nel canto notturno del gufo… oltre il tempo, le voci ancora mormorano. Strumenti incantati, voci soavi e danze magiche, melodie che gli Elfi cantano al chiaro di luna …"

 

 

 

Sal Russo 

 

 

Walter Matacena 

 

 

Paola Tecchio

 

 Sal Russo

 Walter Matacena

 Paola Tecchio 

 

Giulia Rossi  

 

Cattia Salto  

 

 

Mara Scagli

 Giulia Rossi

Cattia Salto 

 Mara Scagli

 

 

La creazione dello spettacolo è dovuta a tre autrici, come racconta sempre Cattia : "L’ideazione è nata da me stessa articolando la musica strumentale scritta da Sal Russo in un percorso emozionale sul Piccolo Popolo tra racconto, canto e danza; poi ho attinto spunti e suggestioni da leggende celtiche e antiche ballate, chiedendo la collaborazione di Maurizia Vaglio e Annamaria Panizza, che hanno contribuito con la loro sensibilità poetica alla stesura di un testo evocativo; l’intento è stato quello di condividere con l’ascoltatore, l’idea del risveglio verso una spiritualità più vicina alla natura".

 

"Non sono morti gli antichi dei, ed i folletti ancora sogghignano nascosti tra le foglie e dietro i tronchi. Cantano le ultime fate saltando nei ruscelli e negli stagni con voci argentine. E il padre dai palchi di cervo talora si mostra tra le ombre del crepuscolo. Ascoltate… Le voci degli antichi ancora risuonano nel vento, nelle voci dei bambini, nel pulsare del vostro stesso cuore. Ascoltate…" ci invita Maurizia Vaglio.

 

Lo spettacolo non poteva essere completo senza la straordinaria ed emozionante performance di Cristina Sarasso, che ha ideato le coreografie delle danze ed eseguito le stesse con molta bravura, interpretazione e sentimento. Affascinata dalla danza già da bambina, ha compiuto studi di balletto classico, di folklore spagnolo e danza moderna presso scuole italiane ed estere. Ha partecipato a vari festival e rassegne e lavorato con diverse compagnie nazionali e straniere, sia come ballerina, che come insegnante

 

 

   Cristina Sarasso

 

Cristina armonia   Cristina interpretazione

Cristina Sarasso

 

 

Non trascurabile per gli effetti all’ambientazione il prezioso il contributo dello staff di Carlo Roffinengo (Feedbach di Vercelli), che ha progettato un’architettura di luci per fare risaltare il gruppo e soprattutto il Bosco in Città, adeguandolo alle stagioni, alle varie epoche e situazioni narrate durante il percorso musicale e teatrale. Come indica il titolo dello spettacolo il Bosco non è solo uno sfondo, ma è un vero protagonista dello spettacolo: è stato realizzato spostando terra, piantando alberi, arbusti e anche i funghi.

 

 

Paola e Walter   Alice Castle nel Bosco

 

 

Note sui testi

 

Lo spettacolo si basa su diverso materiale leggendario e folklorico introdotto da una voce narrante o cantato con accompagnamento musicale. Alcuni temi derivano dall’antichissima mitologia celtica, altri sono più recenti e risalgono a componimenti messi per iscritto in età medievale o moderna in area irlandese o britannica, ma sempre riconducibili  a una lunga tradizione orale. Gli argomenti principali  sono l’arrivo delle popolazioni celtiche dal continente alle isole britanniche, evento che causò la fuga e il rifugio nell’Altro Mondo del Piccolo Popolo, poi la descrizione dei diversi tipi di fate e delle loro caratteristiche, quindi ballate e leggende su elfi, sull’origine dell’arpa, strumento caro al mondo celtico, su draghi e luoghi magici e infine, per rimanere in ambito di magia,  una invocazione di derivazione druidica.

 

 

Paola la voce incantata  Cristina le ali della fata  Mara la voce narrante

 

 

Ecco la descrizione più dettagliata  fornita da Cattia Salto per aiutare a capire il significato dei vari momenti:

Il racconto inizia portando gli spettatori nel tempo del mito: gli “Uomini della Dea”, provenienti dal Grande Nord, conquistarono tutta l’Irlanda, ma furono sconfitti dai Celti un popolo dai capelli rossi che arrivava da Sud e piuttosto che servire i nuovi padroni preferirono ritirarsi in un luogo inaccessibile, nascosto dalle nebbie e dal velo sicuro dell’invisibilità; poi un giorno bevvero una bevanda magica e non invecchiarono più e si chiamarono il Piccolo Popolo.

 

Da stirpe semi-divina a guardiani di campi e foreste, le fate vivono nel mondo delle favole e del folklore e nutrono l’immaginazione di chi riesce a vedere il mondo con gli occhi del bambino, proprio come nel breve racconto di Annamaria già pubblicato sul sito Web dell’associazione L’ONTANO che ha proseguito la narrazione, sottolineata da una musica lieve e fatata. (http://ontanomagico.altervista.org/annamaria.htm)

 

Nella tessitura musicale si sono incastrati anche alcuni brani cantati che già da alcuni anni il gruppo propone nei suoi concerti: Harp’s tale ovvero la leggenda di come sia nata l’arpa e Lady Margaret l’antica ballata scozzese sull’elfo dei Boschi Tam Lin. Il testo proviene direttamente da una trascrizione cinquecentesca di questa ballata popolare di origine medievale interpretata dalla musica composta da Sal Russo.

(http://ontanomagico.altervista.org/margaret.htm).

 

In Circle life si narra di un'antica leggenda celtica: dall'inizio del mondo un drago, un grande serpente con ali e corna, giace sepolto sotto il manto della terra. Suo è il potere che percorre il mondo e affiora più potente, là dove le sue ossa sono più in superficie. Pietre erette, percorse dal soffio del drago, guariscono i mali nelle notti di plenilunio, luoghi sacri dove l’incontro di energie sotterranee crea, un varco tra il Mondo degli Uomini e il Regno delle Fate.

 

Celtic Spell è stato invece selezionato come brano di chiusura, si tratta di un’invocazione tratta dalla raccolta “I Carmina Gaelica” stampata in inglese sul finire dell’800 in cui sono stati riportati e tradotti dal gaelico molti sortilegi e invocazioni dell’arte druidica, una trasmissione orale che risaliva ai bardi dell’antica Scozia. Lo spell era un incantesimo e molto probabilmente in origine era accompagnato dal canto, perciò Sal ha scritto una musica suggestiva sulla quale la voce ispirata di Paola  trasmette intatto nel tempo un augurio benaugurale: che la buona sorte ci accompagni.

 

 

Informazioni

 

GENERE: teatro musicale

Autori: Maurizia Vaglio, Anna Maria Panizza, Cattia Salto

Musica di Sal Russo e del gruppo Alice Castle

Coreografia Cristina Sarasso

DURATA: 90 minuti

INTERPRETI: Sal Russo (chitarra acustica, guitar synth), Paola Tecchio (voce, flauti), Walter Matacena (violino), Giulia Rossi (arpa celtica), Cattia Salto (bodhran), Mara Scagli (voce recitante) Cristina Sarasso (danzatrice)

 

Alice Castle

web: http://alicecastle.altervista.org/

 

visitate la pagina dedicata allo spettacolo sul sito web di Alice Castle   GO

 

 

 

 

 

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