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LIVING HISTORY, REENACTMENT & FOLKLORE |
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Natale in Contea Presepe vivente storico medievale
25.12.2008 - 06.01.2009 Borgo Medievale Castro (Lecce, Puglia) ITALIA
La rappresentazione avrà luogo nei seguenti giorni: 25-26-28 Dicembre 2008 01-06 Gennaio 2009 dalle ore 17.00 alle ore 21.00 Le rappresentazioni avranno luogo nei giorni 24-25-26-28 dicembre 2008 e nei giorni 1-4-6 gennaio 2009 dalle 17.00 alle 21.00;
Tutto il centro storico ritornerà a vestire abiti medievali, ricreando la magica atmosfera del Natale Medievale. Nell’aria si respirerà l’odore delle caldarroste e dei dolci tipici natalizi. Le strade si popoleranno di botteghe artigiane degli antichi mestieri (l’oste, l’impagliatore, il tintore, le ricamatrici, il fabbro, gli speziali ecc...). Ci saranno accampamenti di cavalieri templari, Erode, il potere e la nobiltà, gli umili, i pescatori e i tre Re Magi che porteranno a Gesù Bambino oro incenso e mirra. Tutti i figuranti indosseranno abiti risalenti al medioevo
Obiettivo della manifestazione principale e degli eventi collaterali è la creazione di un momento di aggregazione sociale che faccia convergere su di esso varie istanze e produca, oltre i benefici dei valori positivi della comunità, anche effetti di promozione religiosa, culturale, storica e turistica.
Il periodo storico di riferimento è compreso tra la fine del medioevo e l'inizio dell'età moderna. La Contea di Castro alla fine del XV secolo (1480-1500), quale periodo significativo della storia civica. Tale periodo si presta a sviluppare manifestazioni in costume rievocative di importanti eventi della storia salentine. Per Castro rappresenta la prima invasione e distruzione da parte dei Turchi.
L'immagine di una città " italiana " di quel periodo è quella di una cinta di mura entro le quali piccole case disordinatamente addossate le une alle altre si affacciano su vie tortuose e strette. L'irregolarità delle vie è a volte dovuta all'accettazione del dislivello delle vie, talvolta a nascondere elementi ormai scomparsi, spesso a spezzare la forza del vento invernale ed i raggi del sole estivo. Da non dimenticare che fino al `600 non ci sarà l'aiuto del vetro a protezione delle porte e delle finestre. La maggior parte della vita degli individui trascorre per le vie e per le piazze. Sulle vie: si affacciano le numerose botteghe, gli artigiani lavorano ed espongono i loro manufatti; si aggirano galline e spesso porci o si assiste al passaggio di greggi. Il medioevo ha forgiato la città. All'interno delle mura si presentano tre distinte piazze: una religiosa, vicino alla cattedrale, ristretta e dove si danno le sacre rappresentazioni; una politica con dei palazzi a circondarla ed una fontana come decoro; una economica, spesso vicino alla piazza politica.
Non tutti gli individui, però, abitano nella città, i più poveri e gli emarginati stanno fuori e al tramonto le porte vengono chiuse. Fuori dalla città i pericoli: i briganti, i barbareschi, le fiere. La città di notte non è illuminata, le mura, scure, si perdono nel buio. In quei giorni, però, si derogherà alle abitudini, così la città apparirà illuminata e la porta rimarrà aperta. Le vie si animeranno di notte come fosse giorno, i mercanti gridando vorranno vendere le proprie mercanzie. Il panettiere sfornerà pane senza sosta per riposare, poi, il dì di festa. Gli artigiani, con i loro ritmi, non ancora scanditi dal tintinnio degli orologi, svilupperanno i loro lavori: una cassapanca terminata rappresenta, per il falegname, una buona remunerazione essendo, insieme al letto, uno sfarzo per quel periodo. L'oste preparerà pietanze forti, arricchite di quei prodotti che iniziano ad arrivare da luoghi lontani e darà da bere vino a quanti si intratterranno col gioco dei dadi. Ci sarà chi deciderà di sposarsi in quei giorni di festa.
Attenzione, però, non tutta la città sarà in festa. Ci si potrà trovare ad assistere a scene di condanna a morte con l'accusa di stregoneria o ad un corteo funebre. La stregoneria ha avuto il suo massimo di condanne tra il 1550 ed il 1650. A dir il vero il fenomeno interessò molto marginalmente i territori " italiani ", ma si scatenò soprattutto in Francia ed in Germania. La svolta si ebbe nel 1486 con il manuale per i cacciatori di streghe. Ad essere colpite furono prevalentemente le donne e riguardò soprattutto la fascia degli emarginati: vedove e zitelle non avevano un uomo che le potesse proteggere. Momento essenziale fu la confessione spesso sotto tortura ma anche per autosuggestione. Molte donne raccontarono i loro voli notturni. Ma questo poteva derivare dal tipo di alimentazione: la farina di avena, nella quale matura un fungo che può generare queste sensazioni.
Il decesso di un uomo veniva prima annunciato da uno o più gridatori dei morti a cavallo, poi seguiva un gran pranzo nella casa in lutto e quindi il dispendioso rito funebre. I costi ed il numero delle persone coinvolte variavano in relazione alle possibilità della famiglia. La veglia delle salme avveniva con un gran numero di ceri e candele. Successivamente avveniva la ricompensa dei bambini che avevano portato i ceri in mano e l'offerta di pane, vino, pesce agli uomini che vi avevano partecipato oltre che ai prelati. Momento essenziale della vita della comunità sarà la preghiera. La messa generalmente iniziava prima del sorgere del sole e coinvolgeva gran parte degli abitanti.
L'ambientazione e la scena proposta per la natività è quella del caravanserraglio, nel Vangelo di Luca indicato come luogo di nascita di Gesù. Kataluma è la parola usata da Luca per indicare l'albergo dove Giuseppe e Maria non trovarono posto, e il significato originario del termine è "caravanserraglio", concordando perfettamente con la reale situazione palestinese di oltre venti secoli fa. Una versione "filologica" del celebre verso del Vangelo di Luca, quindi, suonerebbe più o meno così: «Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nel caravanserraglio». I caravanserragli erano i luoghi di sosta delle carovane, costituiti da un ambiente centrale, spesso scoperto, utilizzato per gli animali, attorno a cui si aprivano delle grosse stanze o dei porticati in cui trovavano posto i viaggiatori "puri": per la legge della Thorà gli addetti agli animali, i non circoncisi, i deformi, i feriti, e tutte le persone che avessero una qualche "perdita di umori" dal corpo dovevano alloggiare nella parte destinata agli animali. E così stranieri, storpi, donne mestruate e cammellieri dovevano dormire tra asini e dromedari, perché così era scritto nella Legge. Non poteva quindi esserci posto tra gli altri viaggiatori per una partoriente, ritenuta impura per la legge di Yahwe: doveva stare tra gli animali! Si rappresenta la Natività di Gesù in modo tradizionale, accompagnata dalla presenza nel porticato di diversa umanità di pellegrini, viandanti (dormienti o riposanti) che come la Sacra Famiglia (SF) si recava in Galilea per il censimento romano.
Programma del Presepe Vivente Edizione 2008 23 dic. ’08
Castro
Il Salento
Natura incontaminata e mare cristallino che fa concorrenza alle più rinomate mete esotiche. Il Salento, meravigliosa piana ricca di storia e tradizioni, è un vero e proprio paradiso terrestre. Penisola situata tra l'Adriatico e lo Ionio, è il tacco dello stivale italiano ed è costellato di luoghi spettacolari: verdi pinete, splendide grotte marine, coste in cui si alternano lunghe spiagge sabbiose e scogliere mozzafiato. Immerso in un'affascinante atmosfera, il turista potrà decidere di visitare questa terra in bicicletta e di perdersi nei viottoli di campagna tra gli ulivi secolari e i campi di grano incorniciati da mille sfumature di colore. In ogni caso avrà l'opportunità di ammirare sfarzosi palazzi e storiche chiese, ma potrà anche godersi il mare e deliziare il palato gustando gli ottimi piatti a base di pesce (rigorosamente fresco e di prima qualità) e i saporitissimi formaggi pugliesi, leccornie che ben si accompagnano ai tipici rosati della zona, vini robusti dall'aroma fruttato. Da Lecce a Gallipoli, da Otranto a Castro, ecco un viaggio alla scoperta di terre semplici ma allo stesso tempo molto varie, cariche di contrasti, segnate dal passaggio di molte culture che le hanno rese una miscela
La Storia
La città
Castro è un comune di 2.530 abitanti del Salento in provincia di Lecce. Sorge lungo la costa orientale della penisola salentina, a 11 km a sud di Otranto. Il centro abitato principale, conosciuto anche come Castro Città o Castro Alta per distinguerlo dalla frazione Castro Marina, è situato a 100 metri di altezza sul livello del mare, ma il suo punto più elevato, il cosiddetto Monte Mattia, supera i 130 metri. Castro è situata nell'area delle Serre salentine. Si erge su un promontorio a 98 m s.l.m. il cui orientamento è nord - sud. Si colloca su una formazione calcarenitica che prende il nome dal posto (Calcareniti di Castro). Castro ha il porto più vicino alla Grecia per rotte di piccolo cabotaggio, trovandosi a soli 80 Km di navigazione dall'isola di Phano, presso Corfù. Il centro e a continuità di vita nell'epoca moderna.
veduta di Castro ©Marzoide88 http://it.wikipedia.org/wiki/Castro_(LE)
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