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Chiara Visentini
l'Arpa Celtica
Iniziati gli studi con Mirella Vita, si è diplomata brillantemente in arpa presso il Conservatorio "Dall'Abaco" di Verona e successivamente si è perfezionata con Judith Liber. Ha tenuto concerti come solista e in formazioni cameristiche durante prestigiose rassegne in tutta Italia. Attualmente svolge attività concertistica come solista. Nei suoi concerti la tradizione musicale dell'arpa viene affiancata a una naturale riscoperta del vero romanticismo europeo e a una riflessione in chiave moderna sulle melodie. Chiara suona un'arpa classica 47 corde modello Gran Concerto Deneb della Liuteria Artigiana e un'arpa celtica 36 corde modello Silmaril del liutaio Frank Sievert. Dai suoi viaggi in Irlanda e Bretagna nasce l'interesse per la musica celtica, sviluppato attraverso lo studio delle melodie tradizionali: è ampio il suo repertorio di brani bretoni, irlandesi, scozzesi, inglesi e gallesi.
Da anni appassionata di musica "nordica", come arpista mi sono posta un interrogativo fondamentale: con che spirito una musicista italiana può suonare la musica celtica? Ho quindi affrontato la questione, recandomi in Irlanda, Inghilterra e Bretagna e documentandomi con materiale credibile. Ho scoperto che in senso lato la musica dei Celti preromani è certamente esistita, ma noi oggi non possiamo sapere esattamente com'era; nell'era celtica in Europa lo strumento musicale dei Druidi era l'arpa, ma le arpe erano fatte in legno e non sono giunte fino a noi. In più, i Celti erano immersi in una cultura orale (se si eccettua la scrittura magica degli ogam), quindi non è arrivata fino a noi alcuna nota scritta! Necessariamente, bisogna interpretare.
Fra le tantissime interpretazioni, ho rivolto l'attenzione al lavoro scientifico dei filologi Christian J. Guyonvarc'h e Françoise Le Roux. Questi due studiosi fanno rilevare che una "tradizione orale" non muore pur sotto i pesanti colpi inferti dalle legioni romane, dal Cristianesimo e dalle invasioni scandinave. L'oralità si tramanda in modo "liquido", sotterraneo ma efficace. E la sensibilità musicale celtica molto probabilmente si è innestata nella tradizione musicale medioevale nordica, la quale serba i tesori di un'attitudine spirituale ben più antica, precristiana. La "musica celtica" è perciò ritmica, perché i Celti erano popoli battaglieri e guerrieri, e anche il druido si presentava con l'arpa sul campo di battaglia. Ma spesso la musica celtica affianca all'elemento ritmico un'espressione melodica assai pronunciata, dolce e nostalgica. Infatti i Celti, grazie alle arti dei druidi, percepivano la centralità del rapporto finito-infinito, chiave di volta della loro concezione del mondo. Sconfitte, conquiste e catastrofi hanno chiuso quella finestra che dava sull'infinito, e le popolazioni nordiche medioevali hanno registrato il rammarico di una perdita originaria in struggenti melodie. Questa è la mia interpretazione, rivissuta e approfondita ogni qualvolta tocco le corde, per rievocare la "Marcia di Brian Boru" o "Women of Ireland".
Il repertorio musicale per arpa classica è suggestivo, e molti brani costituiscono la colonna sonora ideale per la giornata del matrimonio. Naturalmente le musiche d'arpa accompagnano con eleganza la celebrazione in chiesa. In aggiunta, vanno sottolineate le potenzialità di questo nobile strumento nelle occasioni dell'aperitivo, del ricevimento e del matrimonio civile. Le musiche d'arpa infatti conoscono molteplici sfumature sonore: se durante la messa il tocco romantico è indimenticabile, nel corso dell'aperitivo le dolci note prodotte dalle corde accolgono con stile parenti e amici che passeggiano all'aperto e si scambiono i saluti. Durante il banchetto nuziale la presenza dell'arpista gioca un ruolo ancora diverso e sorprendente, che consiste nell'irradiare un piacevole tappeto sonoro di sottofondo, che fa dimenticare il volume eccessivo e a volte sguaiato di intrattenimenti ormai considerati troppo chiassosi da molti futuri sposi. Chi si indirizza con curiosità verso le musiche d'arpa opta per una scelta di qualità: il consolidato pregio della musica classica, la bellezza senza tempo delle melodie celtiche, la luminosità della tradizione rinascimentale italiana. La presenza dell'arpista arrichisce, in termini di simpatia e cordialità, anche e soprattutto la celebrazione del matrimonio in municipio; impreziosisce il matrimonio civile che si svolge in scenari architettonici meravigliosi (assai numerosi in Italia), e rende affascinante il rito nei contesti più "amministrativi ", quali possono rivelarsi a volte le piccole medie sedi municipali. Il programma va vagliato attentamente, con gusto e sensibilità, e l'obiettivo deve essere sempre quello di contribuire alla realizzazione di un evento festoso e felice. Il cd costituisce una selezione esemplare delle musiche d'arpa nei contesti appena ricordati: la celebrazione religiosa, l'aperitivo, il ricevimento e il rito civile in municipio.
Il mio repertorio spazia dal medioevo al romantico, senza dimenticare la musica celtica e la tradizione rinascimentale. Per ogni specifico evento considero con attenzione il messaggio estetico e visivo che deve essere accostato all'accompagnamento musicale. Ho tenuto concerti come solista e in formazioni cameristiche durante prestigiose rassegne. Vi segnalo, fra le altre, "Notti nei Giardini d'Europa", "I concerti della domenica" (Teatro Nuovo di Verona), "I concerti del chiostro", "Laboratorio Internazionale del teatro musicale da camera: Futurismo e musica d'oggi" (Verona), "Restate" (Reggio Emilia), "Ottocento Festival" (Saludecio, Rimini), "Artestate" (Firenze), "San Lorenzo" (Isola del Giglio), "Europa Festival" (Ferentino), "Concerti del Trentennale" (Verona), "Concerti all'auditorium Mecenate" (Roma), "Universal Delights" (Ferrara, Cremona, Collecchio), Concerti a Palazzo Foglia (Ostiglia), Per corti e Cascine (Mantova), Tre Ponti (Pieve di Cento, Bologna), Carnyx Celtic Festival (Carnia), ecc. Ho inoltre suonato in qualità di arpista solista nelle importanti cornici di: Palazzo Verità Poeta (Verona), Hotel Principe di Savoia (Milano), Dodici Apostoli (Verona), Villa Cavriani (Mantova), Castello Malvezzi (Brescia), Castello di San Giorgio Canavese (Torino), Villa Quaranta (Pescantina), Villa Basiletti (Molinetto di Mazzano), Villa Riva Berni (Mantova), Villa Ca' Vendri (Quinto), Cascina Boscaccio (Milano), Villa Castelbarco (Bergamo), Battistero di San Giovanni in Laterano (Roma), Chiesa di Santa Maria in Pensole (Narni), Palazzo Cattaneo (Cremona), Palazzo Barberini (Roma), Castello di Bevilacqua (Verona), Castello Silj (Roma), Pieve romanica di Felonica (Mantova), Castello di Stigliano (Venezia), Castello sforzesco (Vigevano), Castello di Giulietta (Montecchio Maggiore), Villa Belpoggio (Arezzo), Byblos Art Hotel Villa Amistà (Verona), Sofitel Hotel (Budapest), Restaurant Sonnenberg (Zurigo), Hotel Borgo Paraelios (Rieti) ecc. Attualmente svolgo attività concertistica come solista e incido per la collana Anelli Musicali delle Edizioni Nomade Psichico. È stato pubblicato il mio cd "Love Songs", con composizioni per arpa sola di Andrea Mannucci, a me dedicate dall'autore, il cd "Musiche d'arpa per il Matrimonio" (Edizioni Marco Boni), il cd "Arpa celtica" (Edizioni Nomade Psichico) e recentemente il mio ultimo lavoro solista "L'arpa celtica per il matrimonio" (Edizioni Marco Boni). Dai miei viaggi in Irlanda e in Bretagna nasce l'interesse per la musica celtica, che ho sviluppato attraverso la scoperta delle melodie tradizionali: ho selezionato un repertorio di bellissimi brani irlandesi, scozzesi, britannici, bretoni e gallesi
Nelle foto l'Arpa Celtica Silmaril, Chiara con le sue quattro arpe e il liutaio Frank Sievert mentre effettua registrazioni eoliche con la Silmaril.
Quattro strumenti meravigliosi per creare un mondo magico. Arpe costruite con amore, realizzate alla perfezione nei minimi dettagli da piccoli e pazienti liutai, attenti alle dinamiche acustiche così come alle suggestioni estetiche. Chiara ha voluto per sé una vera e propria collezione di oggetti d'arte, non per chiuderli freddamente in uno spazio espositivo, ma per renderli vivi grazie a una raffinata e calda sensibilità musicale. Chiara utilizza le sue arpe per emozionanti concerti, party ed eventi, incide compact disc e si dedica alla riscoperta del repertorio celtico, medievale, rinascimentale e contemporaneo. Facendo questo, in modo molto naturale intreccia collaborazioni con altri artisti e cultori della bellezza. Ma chi si cela dietro le forme sinuose delle arpe di Chiara? In primo luogo Deneb, arpa Gran Concerto 47 corde della Liuteria Artigiana di Serravalle Scrivia. Deneb è ideale per il repertorio romantico e contemporaneo, e dispone di un'ampia gamma di soluzioni sonore, rese con dolcezza e profondità. Spicca poi l'arpa celtica 36 corde Silmaril, costruita dall'esperto liutaio di Schnega Frank Sievert, e dotata di una luminosità sonora che lascia stupiti: non è un caso, poiché Frank usa solo legni di altissima qualità. La foto raffigura anche l'arpa celtica 34 corde Sandy della Emy's Harps di Sarsina, con la sua pregiata finitura in radica. Ed ecco infine una stupenda arpa inglese nata ai primi del Novecento grazie al geniale liutaio Sebastian Erard, impreziosita da stucchi dorati e dall'eredità di un passato glorioso da riportare alla luce. Quattro creature viventi che animano con gioia il mondo musicale di Chiara
Mani dolci e tecnicamente preparate generano le meravigliose note dell'arpa. Ma non è l'unico modo di riprodurre il suono! È possibile infatti utilizzare il nostro strumento come arpa eolica, dove è la forza del vento a incontrare le corde che così danno vita al suono.
Chiara Visentini ha intrapreso un percorso di ricerca musicale raffinato e innovativo al contempo. I suoi due punti di riferimento, "stelle polari" per le sue incisioni, sono la melodia e la tradizione. Riscoprendo il migliore repertorio celtico, medievale, rinascimentale e classico, lo ha valorizzato con un'interpretazione personale e profonda. Seguendo una rilettura arcana dei brani, ha ammantato ogni cd di un'atmosfera calda e magica. Ha inciso i compact disc solisti Love songs (Edizioni Nomade Psichico, 2001) con composizioni per arpa sola di Andrea Mannucci dedicatele dall'autore, Musiche d'arpa per il matrimonio (Edizioni Marco Boni, 2004), Arpa celtica (Edizioni Nomade Psichico, 2006) e L'arpa celtica per il matrimonio (Edizioni Marco Boni, 2007).
L'arpa celtica per il matrimonio
Il nuovo compact disc di Chiara Visentini si fa amare subito per i suoi brani dolci e per le melodie nordiche incantevoli, diventando la musica ideale nei giorni in cui vogliamo fare festa con un sorriso. La guida descrive in modo chiaro agli sposi le nuove opportunità offerte dall'arpa celtica, e il cd allegato contiene 32 brani come Wexford hornpipe, Fairy dance e Danny boy (senza dimenticare ovviamente la Marcia nuziale di Wagner e il Preludio primo di Bach). Musica sublime, calda, frizzante, e, perché no, innovativa e alla moda!
Arpa celtica, cd musicale + book
Il compact disc "Arpa celtica" contiene ben 28 brani, dolci, evocativi e rilassanti. Un'eco dal mondo celtico, e in più preziose gemme medievali, rinascimentali e pop. Lo stile di Chiara, arcano e magico, al terzo cd solista si conferma inconfondibile. Il cd di Chiara recupera e rielabora ballate celtiche di notevole impatto emotivo, privilegiando le melodie ma insistendo al contempo sull'aspetto misterico e arcano dei brani che provengono dal Nord Europa In più l'arpista ha realizzato una scelta piuttosto inedita che si stacca dalle altre raccolte di musica celtica, affiancando a quest'ultima brani del Medioevo e del Rinascimento europeo, e aggiungendo due sorprendenti canzoni pop, Annarella dei Cccp e Savage degli Eurythmics. Le tracce si susseguono affascinanti e creano un vero e proprio viaggio musicale attraverso i secoli dell'Europa millenaria; l'eco dei battaglieri popoli del Nord penetra nelle corti regali del Cinquecento e del Seicento e infine nelle raffinate canzoni rock di un'epoca "elettrica" coma la nostra. Nel volumetto che accompagna il cd, oltre a una ricca serie di informazioni intorno all'esecutrice, compare una serie di brani tratti da vari scritti di Max Adler. Esistono molti modi per avvicinarsi alla musica celtica e interpretarla. Tante vie, tutte interessanti e valide. Per scegliere, per capire, io ho preferito "leggere" la mia sensibilità, le mie emozioni; così, ho evitato un'interpretazione prettamente folk, creando invece qualcos'altro. Che cosa? Ecco la sfida, il desiderio... Ho affiancato al repertorio celtico e nordico brani della tradizione medievale europea e del periodo rinascimentale, inserendo anche due canzoni pop, "Annarella" dei Cccp e "Savage" degli Eurythmics. Perché non volevo dare vita a una "raccolta" di classici celtici, piuttosto mi è piaciuto creare un vero e proprio "album" artistico. Ricordate gli album in vinile? Il filo rosso che lega tutti i brani è certamente la melodia; ma ho inteso richiamare dal passato le musiche tradizionali e antiche come se i secoli avessero forgiato quelle note nell'oro e nell'argento, facendole diventare distinte, nette e suadenti, recependo anche un carattere arcano e quasi misterico. Questa è la mia interpretazione. Ho voluto inoltre mettere in rilievo le meravigliose caratteristiche della mia arpa celtica Silmaril, costruita dal liutaio di Schnega, Frank Sievert
Musiche d'arpa per il Matrimonio
La vediamo spesso nei film di Hollywood: nei verdi giardini durante i matrimoni all'aperto, o nei lussuosi interni di un luminoso palazzo nel corso di un cocktail. Stiamo parlando dell'arpa, strumento affascinante e raffinato, capace di produrre dolci melodie e arpeggi incantevoli. Ebbene, la presenza dell'arpa nei momenti di intrattenimento sta diventando una vera moda anche in Italia, e le occasioni per apprezzare la bravura di un'arpista non si limitano più ai soli concerti, ma spaziano in ambiti ben più ampi. Le Edizioni Marco Boni hanno perciò voluto dare alle stampe un libro-guida per utilizzare al meglio le potenzialità dell'arpa per l'evento del matrimonio. La guida è scritta dall'arpista Chiara Visentini, che da anni lavora nel settore dell'intrattenimento musicale, ed è allegata a un compact disc che presenta le musiche d'arpa solista per il matrimonio, con brani scelti per la cerimonia, l'aperitivo e il ricevimento. Il cd presenta 19 pezzi interpretati da Chiara Visentini. Si tratta di musica classica, ballate celtiche e melodie medievali e rinascimentali. Nel libro il lettore è accompagnato attraverso un percorso ben delineato, per farsi consigliare il repertorio migliore in ogni fase della giornata del matrimonio. Dalla lettura della guida e dall'ascolto del cd emerge chiaramente che le musiche d'arpa indirizzano gli sposi verso una scelta differente da matrimoni "rumorosi" dal punto di vista musicale; con la presenza di un'arpista, al contrario, si privilegia l'eleganza e la serenità dei momenti conviviali. La guida+cd Musiche d'arpa per il matrimonio costituisce anche un valido strumento per un primo contatto cono il mondo affascinante dell'arpa, alla scoperta di brani assai noti come la celeberrima Marcia nuziale di Wagner, l'Ave Maria di Schubert, e di pezzi meno famosi ma dolcissimi e incantevoli quali Water is wide e Dreams to sell: è proprio il caso di sognare!
Love songs, cd musicale + book
Il compact disc musicale presenta i sei pezzi per arpa sola dedicati da Andrea Mannucci a Chiara Visentini. Il compositore si ispira a note poesie d'amore di Blake, Hesse, Neruda e Verlaine, per tracciare una nuova ed entusiasmante sonorità pop, ai confini della musica colta. La pubblicazione include un book di 42 pagine, con interventi di Ida Travi, Paolo Valerio, Gian Paolo Minardi, Marco Materassi, Andrea Mannucci, Max Adler. Arpista: Chiara Visentini. Il titolo non deve trarre in inganno: il cd non è una raccolta di canzoni d'amore ma una serie di pezzi per arpa che, ispirandosi alla poesia, dalla parola poetica vuole prendere le mosse per sviluppare un suo percorso compositivo. Infatti per Mannucci (docente di composizione presso il nostro Conservatorio) "lo stimolo dato alla composizione dalla poesia dà l'opportunità di procedere non in maniera astratta, ma di far musica sollecitato da imput esterni"; per modellare così una sorta di commento "a qualcosa di tangibile, la cui struttura si adegua ad un programma segreto: io ho seguito quasi alla lettera il percorso poetico, con i suoi simboli e i suoi versi, per costruire questi pezzi". La raccolta di brani per arpa si snoda su una pluralità di moduli stilistici; brani ben costruiti e che si svolgono di volta in volta seguendo particolari effetti ed alla ricerca di specifiche correspondances tra immagine e colore strumentale. È quindi da un debordare di glissandi, su toni astrattamente levigati che si snoda una sorta di canto sospeso nel pezzo ispirato all'Introduction di Blake, così come in Lo que nace con migo il senso diffuso di nostalgia della parola poetica di Neruda, si colora di evocazioni esotiche con tratti di un vago romanticismo. Mentre una rarefatta Ninna nanna si sviluppa su una staticità di un ostinato, è poi un richiamo ad una leggerezza danzistica che nella Parafrasi fa scaturire un ampio senso della cantabilità e di un melodizzare a tutto tondo. Di particolare interesse l'atmosfera e i pathos della costruzione musicale sulla Mademoiselle verlainiana, di andamento irregolare, denso di slanci e di tensioni liriche, di stampo tardoromantico. Mentre nel Congedo, ispirato alla poesia di Hesse, è un canto che si dipana gradualmente, in una sorta di immobilità sonora, che indugia su silenzi e su sonorità isolate. Il tutto è reso con chiarezza di accenti ed una cura a delineare le trame ed i disegni dall'arpista Chiara Visentini, formatasi al Conservatorio Dall'Abaco. Se gli spunti ed i modelli compositivi sono vari e non uniformi, possiamo dire che Mannucci ha saputo conferire un senso di unità discorsiva, che scorre attraverso i brani. In tal senso per il compositore è forte "l'esigenza di scrivere in maniera più immediata e comunicativa" rispetto ai modelli della scuola a cui si è formato: quella rigorosa di matrice postweberniana di Camillo Togni e Aldo Clementi. Alla domanda di cosa è rimasto di quell'insegnamento risponde: "Il rigore morale di scrivere musica, di svolgere un lavoro di grande sensibilità e autentico. Per un compositore del 2000 è necessaria una grande molteplicità di linguaggi espressivi".
Chiara Visentini
E-mail: visentinichiara@libero.it
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