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Gruppi | Musica | ALICE CASTLE |

 

 

 

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foto e testo ©historiavivens.eu

 

ALICE CASTLE -    " E venne una notte..."    (Malnate, Varese, Lombardia)

 

Concerto Narrazione per il Natale

 

 

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Il Concerto “E venne una notte...”, proposto dal gruppo Alice Castle, riesce a fondere perfettamente musica e parole, a trasmettere il significato e la magia del Natale attraverso la narrazione e il canto, come nella più antica tradizione celebrativa di ogni cultura.  Ciò è reso possibile da una ricerca attenta a selezionare varie fonti, Cattia Salto, autrice e interprete del Gruppo, ribadisce l’importanza del "principio di unire poesia, testi antichi o racconti aneddotici risalenti alla religiosità popolare" con elaborazioni poetiche personali. Allo stesso modo la musica presenta diversi stili e fonti a rimarcare la diversità delle musica popolare.

 

A buon diritto si può inserire tale concerto tra le rievocazioni, in quanto la formula proposta dal gruppo Alice Castle rappresenta la versione più antica del dramma liturgico medievale.  Molte note sono le sue formule successive: il ricco e grandioso Oratorio rinascimentale o barocco (con un narratore, il coro, i diversi solisti come nelle opere di Johann Sebastian Bach o di Giacomo Carissimi), che privilegia l’aspetto musicale con un'altissima qualità musicale; le Sacre Rappresentazioni o i Mistery Plays (diffusi con questo nome in Inghilterra e consistenti in una rappresentazione teatrale e in costume degli eventi biblici), che valorizzano, invece, la recitazione e la gestualità e danno origine al teatro moderno, divenendo comuni nel Basso Medioevo e iniziarono con semplici rappresentazioni prima in chiesa, poi sul sagrato, infine nelle piazze cittadine con il sostegno delle corporazioni.

 

Il concerto proposto dal Gruppo Alice Castle si ispira alla presenza di canti e narrazioni eseguiti durante le funzioni liturgiche nelle chiese.  Come racconta Cattia "tutti i nostri concerti a tema partono da specifiche ricerche nelle quali si intende valorizzare ciò che di antico è giunto fino a noi, unendo anche la nostra rielaborazione, i contributi artistici di amici e collaboratori e alcuni nostri brani appositamente composti".

 

Per la scrittura dei testi importante l’apporto di Fryda Rota, autrice di poesie e tra i fondatori dell'associazione "L’Ontano Magico", che consigliamo vivamente di visitare per ulteriori informazioni.

 

  

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La narrazione

 

Il concerto è scandito da momenti di narrazione tratti dai testi innanzitutto biblici, i Vangeli e gli scritti profetici dell’Antico Testamento, e anche dai racconti della tradizione popolare e folklorica.  Non si deve dimenticare che la presenza di funzioni religiose con canto e narrazione si rivolgeva alla popolazione comune del Medioevo, gente analfabeta o illetterata per la maggior parte, la cui memoria era più facilmente impressa dalla presenza di temi popolari e musicali.

 

Si inizia con la parte del Preludio, i cui testi riportano la profezia di Isaia sull’avvento del Messia, l’annunciazione dell’Angelo a Maria, l’incontro tra Maria e Elisabetta, madre di Giovanni Battista con le parole che hanno dato origine al Magnificat.

 

Si prosegue con la parte dedicata alla Nascita, nella quale, oltre alla narrazione “ufficiale”, con il racconto di Maria e Giuseppe alla ricerca di una stanza a Betlemme tra l’ostilità dei locandieri fino all’arrivo nella grotta, si dà anche più spazio alla poesia e alla tradizione.  Arriva il momento della mezzanotte: momento di stupore, pace e immobilità trasmesso con commozione al pubblico. L’Angelo porta la novella ai pastori sorpresi, mentre la magia avvolge tutto il creato, le stelle tremano e dolci melodie celesti si spargono per l’atmosfera.

 

Perfino gli animali vengono a rendere omaggio al Bambino: ecco l’usignolo, il pettirosso, che soffia per mantenere il fuoco e da questo il suo petto cambia colore, poi la cicogna, la civetta, che è condannata a vivere di notte, quindi il gatto e altri animali, che proprio alla mezzanotte riescono a lodare e cantare per Gesù, così da recuperare antiche tradizioni popolari, che ben si abbinano a una nascita così semplice eppur tanto rivoluzionaria per la storia dell'Umanità!

 

Giungono quindi i pastori stupefatti, e, poi, la gente comune. Tra tutti anche Madelon, una povera ragazza, che non avendo nulla da donare, viene aiutata da un angelo: nasce cosi la Rosa di Natale o Elleboro, il cui fiore bianco fiorisce appunto verso Natale.

 

Infine segue l’arrivo dei Magi come da tradizione per finire in festa l’evento.

 

 

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La musica

 

La cospicua parte musicale è organizzata nei seguenti brani:

Lost joy

God rest you merry, gentlemen

O come, O come Emmanuel

Christmas Eve

Sun on Sunday

The Moon

What Child is this

Mother’s strength

Good King Wenceslas

I saw three ships

Ginevra

Coventry Carol

 

Il programma è oltremodo vario, e si rifà alla tradizione popolare di origine medievale o addirittura celtica che si sono tramandate nel tempo per via orale.  Solo in età moderna furono messe per iscritto. Come scrive Cattia "la musica popolare iniziò ad essere stampata nel XVI secolo su dei fogli che in Gran Bretagna erano detti “Broadsides”: il testo non era scritto con la musica, ma si indicava solo il titolo della melodia perché era già conosciuta da tutti i lettori. La più antica raccolta di canzoni e ballate risale al 1584" contenente anche la famosissima ballata Greensleeves, ripresa dal gruppo e proposta con il titolo “What child is this”, senza perdere nulla delle bellezza emotiva che suggerisce.

 

Un’altra fonte è data dalla musica celtica, o meglio dagli elementi musicali dei popoli celtici che si sono tramandati anche in età moderna. Tra essi i Carmina Gaelica, che sono, come racconta Cattia, "una raccolta stampata sul finire dell’800 in cui sono stati riportati e tradotti dal gaelico molti sortilegi e invocazioni dell’arte druidica, una trasmissione orale che risaliva ai bardi dell’antica Scozia. Lo spell è un incantesimo e quello che abbiamo musicato è un augurio perché la buona sorte ci accompagni, molto probabilmente in origine era accompagnato dal canto, perciò abbiamo scritto una musica molto evocativa".

 

Di tale musica sono riprese le varie forme: i canti per le celebrazioni, come le carols, i canti funebri, le ninne-nanne, i canti d’amore, che poi trovarono vasta eco nella tradizione medievale trobadorica e cortese, e soprattutto le ballate. Sempre Cattia definisce la ballata "un canto che racconta una storia (il termine risale al medioevo, con il significato di “raccontare delle storie con il canto girovagando”), una volta era il modo di rappresentare la realtà del quotidiano, figli o mariti che partivano per la guerra, episodi tragici tratti dalla cronaca, nell’ambito celtico tuttavia le ballate si vestono di argomenti più favolistica e fantasy".

 

Infine vista la stagione, tra le fonti non si può trascurare la tradizione religiosa natalizia.

In questo hanno un ruolo importane le carols, derivate dalle carole, canzoni da danza di origine medievale presenti in Francia fin dal XI secolo, per le occasioni di festa. Questo portò all’associazione delle carole con le celebrazioni e le festività religiose come il Natale e con i Mistery  Plays, rappresentazioni note con questo nome in Inghilterra, ma diffuse anche altrove nel Medioevo, che privilegiano invece la recitazione e la gestualità e contribuirono alla nascita  del teatro moderno.  

 

La carol trovò popolarità e fioritura in Inghilterra nel XIV secolo, quando incominciò a essere trascritta, mantenendo le caratteristiche della musica popolare. In tempi moderni si è usato spesso il termine carol per  indicare le Christmas songs (canzoni natalizie), le cui caratteristiche sono l’alternanza di coro e solisti, una musica adatta alla danza e un senso celebrativo e gli argomenti sono legati alla Natività e la struttura è strofica con ritornello ripetuto dopo ogni verso.  Un famoso esempio è la Coventry Carol scritta nel 1591, che  accompagnava i Mistery Plays.  

Vi sono anche composizioni create dal gruppo Alice Castle con testi che riprendono i temi delle ballate celtiche e medievali.

 

 

La descrizione completa delle canzoni al sito dell'Associazione "L'Ontano Magico" che consigliamo vivamente di visitare per l'eccezionale ricchezza e varietà di contenuti

http://ontanomagico.altervista.org/ballate.htm

 

 

 

Informazioni

 

Genere: Concerto

Durata 70 minuti

 

Alice Castle

Cattia Salto: Bodhram

Walter Matacena: violino

Giulia Rossi: seconda voce, arpa celtica, flauto traverso

Sal Russo: Chitarra

Paola Tecchio: voce, whistles

 

 

Per il calendario, la descrizione delle musiche e degli strumenti, la biografia degli autori ed appunti su storia e tradizioni medievali e celticI visitate il sito ricchissimo di informazioni

dell’associazione "L’ONTANO MAGICO"   http://ontanomagico.altervista.org/

del gruppo Alice Castle   http://alicecastle.altervista.org

 

 

 

 

 

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