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Assedio al Forte di Fenestrelle Fenestrelle (Torino, Piemonte, Italia)
L’assedio al Forte di Fenestrelle, ogni anno nella seconda domenica di Luglio, gode di una ambientazione molto spettacolare per la posizione della grandiosa fortezza sabauda tra boschi e alte montagne, che si aggiunge all’alta qualità dei gruppi napoleonici presenti
Il Forte di Fenestrelle, poderosa costruzione a guardia della Val Chisone in provincia di Torino, è il teatro di un assedio e di una conquista mai accaduti, infatti il forte non fu mai preso con le armi, ma l’evento intende ricreare una situazione alquanto verosimile di fatti che avrebbero potuto davvero succedere alla fine del Settecento durante le azioni militari napoleoniche in Italia.
In ogni caso, anche se manca un riferimento preciso, la grande piazzaforte militare e l’eco delle battaglie alpine cosi importanti per lo stato sabaudo giustificano pienamente una rievocazione storica al forte di Fenestrelle. L’evento comprende i giorni del weekend con l’allestimento degli attendamenti dei rievocatori per ricreare le mansioni tipiche di una guarnigione nella fortezza: sono previsti movimenti di truppa, addestramenti militari e prove di tiro, ronde e cambi di guardia, proprio come doveva essere la vita di un militare al forte.
Tale tranquillità è sconvolta dalla insurrezione dei prigionieri francesi detenuti nel forte, famoso tra l’altro per essere stato un carcere molto rigoroso. I francesi saputo dell’arrivo di un esercito di loro connazionali impegnano le guardie durante il pomeriggio.
Di sera il primo scontro tra le truppe regolari: nella sottostante cittadina di Fenestrelle ha luogo una rievocazione di scontro armato che indica l’avvicinarsi dei francesi alla fortezza e l’inizio del loro assedio. Il giorno successivo riapre il campo e continuano le attività quotidiane alla fortezza, ma la pace è di breve durata. Il nemico francese è vicino e avviene un altro scontro di mattina nella gola delle Tenaglie Basse appena fuori dal forte nella parte bassa tra i boschi.
Si ha del tempo per rifocillarsi alla locanda caffè del forte tra corposi piatti tipici di montagna e passeggiate nei boschi circostanti che si riprende con la lunga e spettacolare battaglia per la conquista del forte che si svolge in due fasi: la prima di esse è davanti all’ingresso, vicino al ponte elevatoio.
Gli attaccanti e i difensori dispongono l’artiglieria, le truppe si schierano e inizia lo scontro tra colpi di cannone e scariche di fucili. Le truppe prendono posizione in prima linea, scaricano le loro armi in continui e intensi tiri, rinnovati da nuovi reparti che danno il cambio nel tiro.
Seguono poi le avanzate e le cariche alla baionetta. La battaglia è ricreata secondo le tattiche del tempo e di grande effetto spettacolare è la generosità nell’impiego di cartucce e polvere da sparo. Dopo varie avanzate, ritirare e scariche i difensori sono costretti a arretrare e a rientrare nel forte, mentre i francesi incalzano verso l’ingresso e catturano i pezzi di artiglieria che useranno per aprire la porta.
I Francesi riescono quindi a passare per la porta ormai abbandonata accedendo al cortile interno. Qui avviene la seconda fase della battaglia con i piemontesi che tentano una ultima disperata resistenza: i difensori sparano dal cortile e dai vari palazzi del forte per ricacciare gli attaccanti.
L’avanzata francese è inarrestabile e continua, i napoleonici avanzano nel cortile e i piemontesi sono ormai a ridosso della chiesa del forte, di fronte alla quale subiscono le ultime scariche francesi e l’assalto alla baionetta. I sabaudi e i loro alleati sono decimati, i corpi sono accattastati davanti alla cappella e i pochi sopravvissuti si devono arrendere. Il forte è conquistato!
I pochi sabaudi rimasti hanno però l’onore delle armi e possono ammainare la bandiera dei Savoia, che viene sostituita da quella francese, il tricolore rivoluzionario, tra canti patriottici e la famosa marsigliese.
La cerimonia di congedo delle truppe, i saluti e la rivista dei gruppi partecipanti concludono l’evento. Si possono così ammirare con calma le tante divise accurate ma vissute, ora volutamente dimesse, come quelle dei rivoluzionari francesi, ora eleganti come quelle dei granatieri francesi o dei piemontesi, ora precise come quelle austriache. Colpiscono la vista dello spettatore le divise e le bandiere multicolore dei reggimenti ai quali si aggiungono la massa grigia del forte che si allunga sul pendio e il verde dei boschi circostanti.
Per i visitatori che vogliono intanto visitare il forte alla segreteria si organizzano visite guidate di un’ora, mezza o intera giornata a seconda della lunghezza del percorso di visita; sempre il forte ospita il Museo delle uniformi del Regio Esercito italiano e la collezione di animali imbalsamati del Governatore. Ultima nota per chi apprezza la storia: nel forte si effettua una visita guidata diversa dal solito, il Racconto delle antiche mura, che permette ai visitatori di girare per il forte e incontrare figuranti in costume che ripropongono i personaggi legati al forte nel corso dei secoli, governatori, cardinali, marchesi, con ambientazioni d’epoca, narrazioni e momenti teatrali, a cui si aggiungono soldati semplici, artigiani e contadini (per informazioni contattare la segreteria del forte, tel. 012183600).
Nota storica
Il Forte di Finestrelle si trova in Val Chisone, oltre Pinerolo. Si tratta di una imponente fortificazione che dal crinale a oltre 1800 metri scende verso la valle per un dislivello di 530 metri fino a lambire il centro di Finestrelle. L’imponenza di tale struttura è data dal suo articolarsi in tre nuclei di forti a diverse altezze collegati da un lungo camminamento coperto di ben 4000 gradini, scandito da ridotte e postazioni di artiglierie a gradoni.
A Fenestrelle esistevano già due fortificazioni, il forte Mutin sul versante destro della Valle del Chisone e il forte Tre Denti sulla sinistra, costruiti dal 1692 ad opera dei Francesi. La Val Chisone, la Val Susa e Pinerolo dal 1630 erano infatti territorio transalpino. Solo dopo la sconfitta francese in seguito all’assedio di Torino del 1706, seguì la reazione piemontese con la campagna delle Alpi, che portò alla riconquista delle valli Susa, Chisone e della Savoia durante la Guerra di Successione Spagnola (1701-1714) La Francia, che definiva queste valli le “vallees cedees”, cercò di rimpossessarsene, anche perchè erano una facile diretta via d’accesso al Piemonte. Per difendere appunto la Val Chisone e bloccare l’ingresso in Piemonte, su ordine del Re Vittorio Amedeo II, nel 1728 fu iniziata la costruzione del forte, che nella sua versione moderna fu concepito dall’ing. Bertola in una grandiosa fortificazione su più livelli lungo tutto il crinale della vallata dal borgo di Fenestrelle fino a oltre 1800 metri di altitudine. Tale costruzione, che vide tra lavoratori esperti, militari, manovali locali l’impiego di ben 4000 persone a settimana come trovato nei registri del 1732, non risultò decisiva dal punto di vista militare: il forte fu sempre evitato e quando fu occupato, ciò avvenne senza che fosse sparato un solo colpo. Avvenne nel 1798, ad opera delle truppe francesi in seguito alla prima campagna di Napoleone in Italia del 1796.
La campagna si era conclusa con la totale sconfitta sabauda, e con la piena conferma delle straordinarie qualità organizzative e militari di Napoleone, allora ancora un generale al servizio della Repubblica Francese. Il Piemonte dopo l’armistizio di Cherasco (1796) divenne un protettorato francese, il re Carlo Emanuele IV riparò in Sardegna, la Lombardia e l’Emilia divennero la Repubblica Cisalpina nel 1797.
Napoleone condusse nel 798 la campagna d’Egitto, che lo impegnò per parecchi mesi senza risultati soddisfacenti: nel 1799 le potenze europee organizzarono allora la Seconda Coalizione antifrancese e una forte armata russa e austriaca al comando del generale Suvarov entrò in Italia dal Veneto sconfisse i francesi, sciolse la repubblica Cisalpina in Lombardia e in Emilia e liberò il Piemonte.
Fenestrelle in quell’occasione subì un attacco dell’esercito russo e austriaco, ma non fu conquistato. L’offensiva austro-russo ebbe però un breve effetto: già nel 1800 Napoleone tornò in Italia, colse notevoli successi come a Marengo e pose l’Italia nell’orbita francese. Fenestrelle ritornò definitivamente piemontese solo con la caduta di Napoleone nel 1814 dopo la sconfitta a Lipsia e al conseguente esilio sull’isola d’Elba. Nell’Ottocento nelle Guerre di Indipendenza italiane e nella Prima Guerra Mondiale la Francia fu alleata del regno prima sabaudo e successivamente italiano, perciò il Forte perse la sua importanza strategica e difensiva. Fu disarmato, usato come prigione, come magazzino e poi abbandonato. Solo dal 1990 è stato avviato un progetto di recupero, grazie a cui sono state restaurate delle parti, allestiti i musei, mentre i lavori tutt’ora continuano per la mole e gli alti costi da sostenere, ma c’è da aspettarsi che ritorni la magnifica fortezza dei secoli passati.
Informazioni
L’evento è organizzato dall’Associazione Progetto San Carlo onlus e dall’Associazione Storia Nazionale Fenestrelle si raggiunge comodamente da Torino tramite la tangenziale di Torino e l’autostrada di Pinerolo. Da questa città si prosegue in direzione Sestriere per la strada statale 23 del Monginevro attraverso la Val Chisone fino a Finestrelle. Cartelli stradali indicano il Forte, davanti al quale vi è un parcheggio. L’ingresso è gratuito per vedere la manifestazione; l’accesso ai musei e la visita del forte, per i palazzi, il camminamento è a pagamento per gruppi con guida.
Per contatti Ass. Progetto San Carlo onlus Strada al forte, Fenestrelle Tel 0121 83.600 Web: www.fortedifenestrelle.com Email: info@fortedifenestrelle.com
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