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Grande Rievocazione storica a Peschiera del Garda, 1799 Peschiera del Garda (Verona, Veneto)
A Peschiera del Garda ha luogo una intensa e spettacolare rievocazione storica, il cui tema varia di anno in anno, rimanendo legata agli eventi del periodo napoleonico o risorgimentale. Nel 2007 il tema è stato il 208° anniversario della caduta della Repubblica Cisalpina (avvenuto nel 1799), tenutosi nell’ultimo weekend di agosto o nel primo di settembre a seconda del calendario.
Peschiera del Garda è una famosa località lacustre, rinomata per la bellezza del lungolago e per l’accoglienza turistica con numerosi ristoranti e locali. Non manca poi l’elemento storico con i bastioni e le mura molto ben conservate. Per conoscere cosa offre Peschiera basta andare sui numerosi siti web turistici, ma l’evento è una ottima occasione per coniugare storia e divertimento in un weekend. La Grande Rievocazione storica di Peschiera evita un costante riferimento temporale e sceglie ogni anno un fatto storico diverso spaziando dalla prima campagna napoleonica in Italia (1796) fino alle guerre d’indipendenza italiane del Risorgimento (1859). Tutti questi grandi avvenimenti storici ebbero una vasta importanza nel territorio veronese del Garda, ecco perché nel corso degli anni si può conoscere la storia a Peschiera senza mai rischiare la ripetitività. La cittadina di Peschiera offre molteplici e spettacolari ambientazioni per una rievocazione storica: la fortezza con i bastioni, le porte di accesso al centro, i parchi cittadini, il lungolago e lo stesso Garda offrono locazioni molto belle, seppure non esenti dalla modernità.
I gruppi di rievocatori allestiscono campi separati a seconda degli schieramenti francesi e austriaco, presso l’area della rocca e della ex caserma militare accessibili da piazza Ferdinando di Savoia. Il programma dell’evento è scandito su tre giorni dal venerdì sera, con un primo assaggio di piccoli scontri la truppe per le vie cittadine, al sabato fino a sera inoltrata con la rievocazione della battaglia nelle sue varie fasi, infine alla domenica, con le cerimonie di commemorazione, le parate e il saluto dei gruppi partecipanti. L’aspetto militare è dunque il centro dell’evento, non si dimentichi che Peschiera, oggi ridente centro turistico, è stata per secoli un baluardo di confine sul Garda e il Mincio, con una grande fortezza costruita all’inizio del Seicento dalla Repubblica di Venezia, poi accresciuta nel tempo e divenuta poderosa alla metà dell’Ottocento sotto il dominio austriaco, quando dal 1815 in poi Peschiera formava con le fortezze di Verona, Mantova e Legnago il quadrilatero difensivo austriaco a protezione del Veneto. Le mura, le massicce porte di accesso, i bastioni e la caserma sono ancora oggi intatti e visitabili
Originale è la scontro navale nelle acque antistanti il porto (Lungolago Mazzini) tra la marina francese e quella austriaca. I vascelli non potevano essere ovviamente quelli originali, ma la scelta di legni a due alberi con rievocatori in divisa della marina e la presenza di artiglieria a bordo ha contribuito a rendere vivo e più realistico lo scontro tra virate, bordate e passaggi delle imbarcazioni. Si nota che i vascelli, per questioni di facilità di manovra e carenza di tempo, usano i motori e non la velatura, purtroppo neppure dispiegata. Un limite accettato per godere, comunque, di una azione navale, evento raro nelle rievocazioni.
Lo scontro passa poi alla conquista della città da parte delle truppe di terra. Sul ponte di Porta Brescia, che separa la città dall’entroterra tramite un fossato, si combatte per l’accesso all’omonima porta. Le truppe francesi con gli alleati italiani e polacchi difendono la porta disponendosi appena all’interno di essa e sulle sovrastanti mura facendo fuoco sugli austriaci e sui loro alleati piemontesi e russi, che attaccano dalla sponda opposta con l’appoggio di una nutrita artiglieria a copertura della loro avanzata sul ponte.
Lo scontro è intenso, prolungato e condotto secondo le regole delle guerra nel periodo napoleonico, alternando i vari reparti sul ponte tra avanzate, ripiegamenti e scariche di fucili a intervalli regolari. Alla fine gli alleati sfondano la porta e entrano in città per via Roma, ma solo per breve tempo, perché una controffensiva francese dal centro cittadino respinge gli assalitori oltre il ponte. Una via tranquilla per la villeggiatura con negozi e caffè diviene quindi il campo di battaglia, consentendo di ammirare i soldati a pochi passi di distanza.
Di sera avviene l’atto finale dello battaglia: fallito l’attacco del pomeriggio, gli alleati antifrancesi provano l’ingresso da un altro punto, attaccando porta Verona meno presidiata. Qui l’ingresso è più agevole, ma una volta entrati, si trovano dinanzi alla reazione francese. Nel parco Catullo si svolge un furibondo scontro notturno ricco di colpi di scena, intensissimo per volume di fuoco e spostamenti di truppe. Il parco è artificialmente poco illuminato e ha alberi dal fitto fogliame; si fa fatica a distinguere inizialmente le truppe, ma non appena partono le prime scariche, l’effetto dei bagliori degli spari dei fucili è spettacolare e molto realistico.
La vittoria è alla fine austriaca. Incomincia una lunga fase di scontri per la strada dal parco Catullo per viale Carducci fino a piazza Betteloni con i francesi che arretrano mano a mano. Una parte dei francesi prova a imbarcarsi e a colpire l’avanzata nemica dal mare, ma l’intenso fuoco mette definitivamente in fuga la barca francese. Davanti al municipio avvengono i momenti finali con la capitolazione dei pochi difensori rimasti, a cui è concesso l’onore delle armi.
Peschiera è ormai strappata a Napoleone, anche se la cerimonia della resa con la consegna delle armi e soprattutto della fortezza agli austriaci sono rinviate al mattino seguente, quando ha luogo anche la parata conclusiva di tutti i gruppi storici, rimandando a un nuovo evento per l’anno venturo.
Nota Storica
Il tema scelto per l’edizione 2007 è stato la riconquista di Peschiera da parte delle truppe austriache avvenuta nel 1799, dopo che la cittadina sul Garda era stata occupata dalle truppe napoleoniche tre anni prima. Nel marzo del 1796 infatti Napoleone iniziava la Campagna di Italia, che in poco più di un mese lo portò a sconfiggere il Regno di Sardegna (l’allora stato sabaudo che si estendeva su Piemonte, Savoia, Nizza e parte della Liguria oltre che sulla Sardegna), per poi volgersi contro gli austriaci, che occupavano vaste aree della penisola, quali la Lombardia, il Trentino, l’Emilia e la Toscana tra le principali regioni. Il Veneto costituiva la Repubblica di Venezia. La vittoriosa campagna del 1796 portò alla scacciata degli austriaci dall'Italia settentrionale e alla creazione della Repubblica Cisalpina, una neorepubblica sotto influenza francese o meglio uno stato satellite, comprendente Lombardia e l’Emilia-Romagna.
La campagna si concluse con il trattato di Campoformio del 17 Ottobre 1797, che spartì l’Italia settentrionale tra l’influenza francese repubblicana e il dominio austriaco, che prese possesso dei territori dell’abolita Repubblica veneziana.
Dopo l’infruttuosa campagna d’Egitto di Napoleone nel 1798, le potenze europee si riorganizzarono e formarono nel 1799 la Seconda Coalizione contro la Francia repubblicana: vi aderirono, tra i paesi principali, l’impero austriaco, quello russo, quello ottomano, il Regno Unito (Inghilterra e Scozia) e il Regno delle Due Sicilie.
La guerra in Italia vide contrapporsi da un lato le truppe francesi con rinforzi dalla Repubblica Cisalpina e da Napoli, quest’ultima sottratta ai Borbone e divenuta anche’essa una repubblica, e dall’altro l’esercito austriaco di stanza nel Veneto con l’esercito russo comandato del generale Suvarov, supportati da reggimenti piemontesi in fuga dal Piemonte occupato.
Anche lo stato sabaudo dopo la resa e l’armistizio di Cherasco (1796) era diventato uno stato satellite della Francia, mentre i Savoia ripararono in Sardegna. Ufficialmente le truppe sabaude erano tenute a prestare servizio con i francesi, ma diversi reggimenti e famiglie nobiliari, passarono nei territori austriaci per combattere Napoleone. Il fronte tra i due eserciti passava proprio sul Garda e sul Mincio: l’esercito francese coinvolto nelle battaglie di Rivoli, Pastrengo e Legnago condusse una vittoriosa offensiva in territorio veronese. Il 30 Marzo tentò anche l’assalto a Verona, ma fallì. Questo vano sforzo fece cambiare la situazione e la successiva battaglia di Magnano o di Villafranca del 5 Aprile lo confermò, mostrando il netto successo austriaco.
I transalpini furono costretti a cedere terreno e a ritirare l’esercito oltre l’Adda, lasciando soltanto pochi reparti a presidio delle principali città e fortezze, tra cui la stessa Peschiera. Il 12 Aprile gli austriaci passarono il Mincio, il 14 i russi arrivarono a Verona e si unirono a essi: in breve tempo, in seguito alla vittoria nella battaglia di Cassano d’Adda, gli austro-russi rioccuparono tutta la pianura padana, liberarono lo stato sabaudo e respinsero i francesi oltralpe. Nel frattempo truppe austriache avevano circondato e assediato Peschiera; anche la flotta austriaca aveva preso il controllo del Garda, mentre quella francese si era ritirata nel porto protetta dalla fortezza. L’assedio iniziò e si concluse nello stesso mese di maggio con la presa della città lacustre.
Informazioni Peschiera si raggiunge dall’autostrada A4, uscita Peschiera, seguendo i cartelli per il centro. Numerosi sono i parcheggi, al lungolago Mazzini o antistanti la Caserma d'Artiglieria di Porta Verona. La manifestazione e l’accesso agli accampamenti sono gratuiti.
Per contatti: Ufficio del Turismo Referente: Elisabetta Arici Sito web turistico: www.garda.ws (portale turistico del Garda)
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