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LIVING HISTORY, REENACTMENT & FOLKLORE |
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Spellbound Dance Company - SDC
Roma (Lazio) ITALIA
L’intensa attività coreografica e didattica di Mauro Astolfi ha avvicinato moltissimi danzatori di tutto il mondo ad un metodo e uno stile che in sé riassumono vent’anni di studi, ricerche e confronti internazionali e che ora possono farsi “scuola” per tutti coloro che in esso si ritrovano. I progetti futuri abbracciano sempre più il campo della formazione: dallo stimolo e crescita di nuovi talenti nascono i presupposti per il ricrearsi di fertili sinergie sia sul lato coreografico che dell’avvicendarsi nell’organico di nuovi poliedrici danzatori.
Mauro Astolfi
ha costruito il suo stile e il suo metodo attraverso l’integrazione di diverse forme espressive del movimento contemporaneo andando a utilizzare in modo non ordinario tutti gli elementi che ogni forma di danza poteva offrire. La sua formazione prevalentemente internazionale tra l’Europa e gli Stati Uniti gli ha permesso di condividere esperienze molteplici e differenti nel campo artistico che sono poi alla base della sua attuale ricerca.
I titoli di maggiore successo sono sicuramente quelli dal 2000 in poi, anno in cui Vittoria Ottolenghi diede inizio a una lunga collaborazione che vide le coreografie di Astolfi rappresentate in “maratone” e galà televisivi di grande successo: nel 2000 a Pistoia al Teatro Canzoni per “danza Duemila”, nel 2001 al Festival di Todi di Simona Marchini , “Una maratona per Verdi”sempre sotto la firma di Vittoria Ottolenghi e allo stesso Festival nel 2003 questa volta in una kermesse in omaggio a Peter Gabriel, nello stesso anno ad Ascoli Piceno per il Gala televisivo di Ottolenghi e Cappelli “Notte di duelli e di magia”.
Oltre all’attività di coreografo Mauro Astolfi è costantemente impegnato come guest teacher nei maggiori centri di danza internazionali in città come Tokyo, Parigi, Londra, New York, Zurigo, Stoccolma, Amsterdam, Los Angeles oltre che in numerose strutture italiane.
Coreografie per Spellbound Dance Company:
Storia
La Spellbound Dance Company inizia la sua attività nel 1994. Fondata e diretta da Mauro Astolfi, la Compagnia ha mantenuto costante fin dagli esordi una forte spinta alla ricerca coreografica e alla commistione di generi per far sì che ogni spettacolo fosse un contenitore di emozioni, immagini, suoni e gesti in costante evoluzione.
Direzione artistica Direzione organizzativa e contatti
Produzioni
Carmina Burana
Regia e coreografia: Mauro Astolfi
Produzione realizzata con il Contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo e dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori nell’ambito dei Grandi Eventi della Regione Campania .
Don Giovanni o il gioco di Narciso
Produzione: Spellbound dance Company, La Biennale di Venezia In collaborazione con Feronia Festival e Uva Grapes Catania Contemporary Dance Festival Produzione realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Creazione per la Biennale di Venezia, prima assoluta 28/29 giugno 2008, Piccolo Arsenale, Venezia.
Dal sensuale e cinico “burlador de Sevilla” nato fra le sontuose quinte barocche di Tirso de Molina, passando attraverso Molière, il libretto mozartiano di Lorenzo Da Ponte, Goldoni, Zamora, Puskin, Zorrilla e quanti altri, fino a Byron che con geniale intuizione ne ‘complica’ la psicologia facendone non più un conquistatore, bensì un seduttore sedotto, il personaggio di Don Giovanni reca su di sé lo stigma atroce e sublime della bellezza (che sembra anche, sadianamente, trascinarsi dietro una serie di malheurs) “come dono e come destino”. E’ la bellezza (di cui tutto il resto, a ben guardare, diviene conseguenza) il motore della sua mente e del suo ‘mondo’. Don Giovanni si scompone e ricompone ogni volta nelle sue varie conquiste; suscita nel sesso femminile la stessa passione (a sfondo narcisisticamente onanistico) che prova per la sua immagine riflessa nei tanti ‘specchi’ in cui si contempla invaghito di sé con insicuro compiacimento. La sua coazione a ripetere all’infinito lo stesso atto rende quest’ultimo pressoché privo di reale importanza, il suo “catalogo” serve a fornirgli continue conferme: è schiavo della bellezza (quella muliebre, come inquietante e ambiguo riflesso della propria), e se è vero che spesso, come sostiene non senza invidia Leporello (il più opaco degli ‘specchi’ di cui Don Giovanni si contorna) “non si picca se sia ricca, / se sia brutta, se sia bella” è anche vero che potremmo fare sue le parole poste da Marguerite Yourcenar sulle labbra di Adriano: “Chi ama il bello finisce per trovarne ovunque, come un filone d’oro che scorre anche nella ganga più ignobile, e quando ha tra le mani questi mirabili frammenti, prova il piacere raro dell’intenditore che è il solo a collezionare ceramiche ritenute comuni”. Frammenti, per l’appunto: gli specchi volano in frantumi e non è più possibile ricomporli: se Don Giovanni, come scrive Tirso, è “un hombre sin nombre”, il suo non avere nome suggerisce una non-identità e dunque l’incapacità di conoscersi e di riconoscersi, in un fatale in più di desiderio. In questa coreografia Mauro Astolfi conferma la sua cifra di artista ‘estremo’ che utilizza – anche parossisticamente - tutte le frequenze del corpo nel movimento puro in “reazione allo spazio”, ampliando ulteriormente il suo caratteristico gusto per la contaminazione dei generi e lavorando, per la prima volta, anche sullo stimolo di un’apposita elaborazione drammaturgica curata da un librettista di eccezione come Riccardo Reim. Gli ‘specchi’ invadono anche realmente la scena: lo stesso “Convitato di pietra” diviene un possibile riflesso multiplo (dei rimorsi?… del mortuario cattolicesimo spagnolo vessatorio e sessuofobo?… di uno ‘specchio’ inconfessato e segreto?…) Ma se nell’implacabilità del castigo divino ritroviamo i corruschi bagliori di Tirso da Molina, nella bellezza, nella disperata volontà di ‘possederla’, nell’affannosa insaziabilità del cieco accumulo da collezionista, nell’inconscio terrore dell’invecchiamento e del degrado del corpo ecco occhieggiare Molière e Mozart con la loro funeraria galanteria, ecco le cupezze gotiche di E. T. A. Hoffmann, ecco le mollezze floreali di Gautier, ecco le ambiguità suggerite da Byron e portate all’estremo nell’effeminato personaggio novecentesco creato da Perez de Ayala: l’ultimo specchio di Don Giovanni – in imprevedibile consonanza con Teresa d’Avila - è la propria anima.
Nafas
Regia e Coreografia Mauro Astolfi Parte dell’idea di Nafas è involontariamente stata suggerita dai danzatori stessi, quando in alcuni momenti durante lo sforzo fisico intenso di alcune coreografie, il loro respiro sembrava un lamento, un piacere intenso... una disperazione. Così ho chiesto loro di cercare di ascoltare il respiro, di diventarne consapevoli, di lasciare andare quello che spesso si trattiene”. “Nafas come parola indiana significa respiro, ma ha una sorprendente caratteristica data dal mutare significato in altre culture del mondo… Nafas per esempio è associata al significato di libertà nel Sufismo, in Arabia invece la parola descrive la forza dinamica inspirata dalla persona al momento della sua nascita… La relazione tra questi significati è stata il motore per questa creazione, dove, sul respiro che ho immaginato proprio come nascita,abbiamo cominciato a lavorare. Tre tavolini come fossero tre culle, tre lettini, la prima superficie all’esterno dove compiere i primi movimenti, inspirare la prima aria …poi la crescita, il gioco, lo studio degli altri…dopo lo stesso tavolino, che da grandi diventa il nostro peso, la nostra croce da sostenere..dopo il nostro micromondo sembra allargarsi ma è sempre costretto da linee, da schemi dove sembra ci sia molto spazio, ma tutto il caos, le passioni, gli interessi e le paure …rendono tutto molto piccolo e sempre lo stesso.
Camouflage/Maschera
Produzione 2005 realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Lo spunto tematico che fa da sfondo al lavoro coreografico di Camouflage nasce, come fu per le precedenti produzioni della Compagnia, dalla riflessione sull’uomo e le sue pulsioni ed emozioni che poi altro non sono che gli stati d’animo che il movimento e le atmosfere in scena suggeriscono allo spettatore. Ogni forma d’arte e cultura è fatta da uomini e letta , vissuta, ammirata da uomini. La sua capacità di trascendere dalle diversità di lingua, etnia e costume ne fa messaggio privilegiato riuscendo a cogliere le caratteristiche comuni a noi tutti ma lasciando il dovuto spazio al singolo, alla personale interpretazione , perché il globale, l’universale non siano sinonimo di appiattimento. L’uomo e le sue maschere, le sue paure, le sue contraddizioni.l’uomo e la donna come elementi dicotomici ma che a volte cercano di scavalcare i confini della propria identità sessuale per poter entrare , anche solo per gioco, in quella dell’altro. La sfida tra percezione e aspettativa, utopia e ragione, il gioco dei ruoli e delle parti in un mondo che sempre più ci vuole vicini ma lontani da noi stessi. L’autenticità è negata molto spesso dal criterio del globale e la personalità si manifesta dietro a schemi e maschere precostituite socialmente. Infatti”Camouflage” descrive la Mimetizzazione e il Camuffamento dell’individuo che nell’utopia di rendersi migliore o rispondente all’accettazione comune si nega principalmente a se stesso rendendo necessario un vero e proprio smascheramento finale “Camouflage”è il continuo gioco, piu’ sforzo che gioco, di adattare continuamente il proprio essere al mondo, il dover assumere gli stessi colori , le stesse idee e le stesse abitudini degli altri per non essere riconosciuti nella propria diversita, per non essere isolati, esclusi da un mondo che comunque…si traveste e chi non si traveste..non entra. Camouflage è il camuffamento della propria natura, una natura che non si conosce..l’uomo che rimane davanti a una donna..travestito da uomo, con il nome e il sesso di un uomo …ma che in fondo si sente non tanto un uomo, non così uomo come pensava di essere…. “Camouflage“ nasconde i desideri di una donna per sempre e da sempre travestiti dal perbenismo e dall’illusione della buona condotta…la donna devota all’uomo per tradizione e non per per scelta, la donna devota al suo definirsi tale nonostante lotti per equipararsi all’uomo. . La pellicola delle nostre vite scorre come un fluire di circostanze, di incontri dove si interagisce solo con la maschera, una maschera perfezionata che muta e si rinnova in mille immagini…e il distacco aumenta, non tanto dagli altri, ma da se stessi...donne e uomini che chiedono ognuno puntualmente all’altro quello che l’altro non può dare e che loro per primi non hanno da offrire…ma con l’esperienza si assumeranno altre forme, si avranno altre sembianze, una apparente nuova vita dove i riconoscimenti, le lauree, le cariche sociali daranno per un po’ l’effimera percezione di un cambiamento, di una concquista...in realtà in quel momento si riformerà camouflage con una sua imprevedibile, nuova faccia.
Programma Stagione 2008
22/11/2008, Museo Picasso, Malaga - Nafas-For Her 21/11/2008, Museo Picasso, Malaga - Nafas-For Her 19/11/2008, Teatro Borgatti, Cento-FE - Carmina Burana 04/11/2008, dal 4 al 9, Roma, Teatro Italia - "Don Giovanni o il gioco di narciso" 18/10/2008, teatro Goldoni, Venezia - Carmina Burana 19/11/2008, Teatro Borgatti, Cento-FE - Carmina Burana 03/09/2008, Uva Grapes Catania Contemporary dance Festival, Catania - Don Giovanni-il gioco di narciso 28/08/2008, Trentino danza Estate, Tesero-TN - Carmina Burana 11/08/2008, Festival di Mezza Estate, Cremona - Carmina Burana 06/08/2008, festival Di Sommacampagna, Sommacampagna-VR - Carmina Burana 05/08/2008, Cortile Mercato vecchio, Verona - Nafas-Emotional Balance 04/08/2008, Tagliacozzo, Festival Internazionale - Carmina Burana 02/08/2008, feronia festival, Capena-RM - Don Giovanni-il gioco di narciso 31/07/2008, Museo Madre, Napoli - Nafas- Emotional Balance 27/07/2008, Crespina-, Pisa - Nafas- Emotional Balance 20/07/2008, Pescara dance Festival, Pescara - The Logic of the arms 15/07/2008, Int. Bühnenwerkstatt, Graz-Austria - Carmina Burana 12/07/2008, Teatro all'Aperto, Benevento - Carmina Burana 11/07/2008, Florence dance Festival, Sesto Fiorentino(FI) - Carmina Burana 29/06/2008, Teatro Piccolo Arsenale, Biennale di Venezia - "Don Giovanni- o l'albero della carne"-prima assoluta 28/06/2008, Teatro Piccolo Arsenale, Biennale di Venezia - "Don Giovanni- o l'albero della carne"-prima assoluta 23/05/2008, Teatro Comunale, Teramo - Carmina Burana 20/04/2008, Koln, Germania - Gala Internazionale- Movingthetre meet griends 15/04/2008, Belgrad Dance Festival, Belgrado - Nafas-Emotional Balance 12/04/2008, Teatro Comunale, Gioia del Colle-BA - Nafas-Emotional Balance 11/04/2008, Teatro Verdi, Pisa - Carmina Burana 05/04/2008, Teatro Vittorio Veneto, Colleferro - Carmina Burana 30/03/2008, teatro Comunale, Bitonto - Carmina Burana 29/03/2008, Teatro Comunale, Bitonto - Carmina Burana 27/03/2008, Manfredonia, FG - Carmina Burana 19/03/2008, Teatro Masini, Faenza - Carmina burana 11/03/2008, fino al 16-3, teatro italia-Roma - Carmina burana 07/03/2008, Castelfranco Veneto, Castelfranco Veneto - Nafas-Emotional balance 16/02/2008, Cologno Monzese, Cologno Monzese - Carmina Burana 14/02/2008, taranto, Teatro Comunale - Carmina Burana 13/02/2008, Ceglie Messapica, Ceglie Messapica - Carmina Burana 10/02/2008, teatro Curci, Barletta - Carmina Burana 26/01/2008, Pistoia, Teatro manzoni - gala Universo danza 20/01/2008, Teatro Vittorio Emanuele, Messina - Nafas-Duende 19/01/2008, Teatro Vittorio Emanuele, Messina - Nafas-Duende 17/01/2008, Teatro Vittorio Emanuele, Noto - Carmina Burana
Info
Ass.ne Spellbound via Rivodutri 8 - 00136 Roma Tel/Fax: +39 06 45492515 +39 06 39745487 Cell: +39 392 4854911 +39 393 39162871 E-mail: info@spellboundance.com E-mail: info2@spellboundance.com E-mail: audizione@spellboundance.com
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