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Spellbound Dance Company - SDC

 

Roma (Lazio)   ITALIA

 

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L’intensa attività coreografica e didattica di Mauro Astolfi ha avvicinato moltissimi danzatori di tutto il mondo ad un metodo e uno stile che in sé riassumono vent’anni di studi, ricerche e confronti internazionali e che ora possono farsi “scuola” per tutti coloro che in esso si ritrovano.

La Spellbound, attraverso una rete di seminari in diversi Centri di Formazione, pone l’innovazione stilistica che è la base del lavoro creato dal suo Direttore al centro di un laboratorio di idee posto al servizio di un gruppo di allievi. Il precorso didattico che ne segue passa dal training di base nelle diverse tecniche, allo studio del repertorio fino alla composizione coreografica come autentico confronto creativo in cui diventa sottile la distinzione tra interpreti e autori.

Il danzatore che si avvia al professionismo trova nei laboratori Spellbound una piattaforma dove perfezionare la formazione attraverso un cammino che nessuna scuola può dare: l’esperienza di costruzione coreografica e sinergia con un gruppo pongono infatti l’allievo in condizione di vivere la classe come una sala prove iniziandosi alla professione dall’interno di chi già la esercita

I progetti futuri abbracciano sempre più il campo della formazione: dallo stimolo e crescita di nuovi talenti nascono i presupposti per il ricrearsi di fertili sinergie sia sul lato coreografico che dell’avvicendarsi nell’organico di nuovi poliedrici danzatori.

La SDC sta ora sempre più ampliando la sua attività extra palcoscenico, grazie anche a collaborazioni con Organismi Internazionali coinvolti nella gestione delle diverse attività del settore danza, perché sia gli spettacoli teatrali che i seminari e i percorsi didattico-formativi svolti siano concretamente arti di un unico grande corpo progettuale aperto a tutti coloro che in questo percorso ideale trovino una collocazione e una spinta per il proprio personale stimolo artistico.

I programmi di formazione e perfezionamento artistico abbracciano la composizione coreografica, l’improvvisazione e l’interazione danza/musica/drammaturgia, lo studio di soluzioni tecnologiche per allestimenti audiovisivi compatibili con lo sviluppo coreografico, la ricerca di nuove sinergie tra spettacolo e spettatore attraverso lo studio e la sperimentazione di spazi scenici alternativi

 

 

Mauro Astolfi

 

ha costruito il suo stile e il suo metodo attraverso l’integrazione di diverse forme espressive del movimento contemporaneo andando a utilizzare in modo non ordinario tutti gli elementi che ogni forma di danza poteva offrire. La sua formazione prevalentemente internazionale tra l’Europa e gli Stati Uniti gli ha permesso di condividere esperienze molteplici e differenti nel campo artistico che sono poi alla base della sua attuale ricerca.

La spinta da sempre è stata nella direzione della coreografia intesa come evoluzione continua del movimento e delle sue infinite interazioni con la tecnica rigorosa così come la pura gestualità che ha legato insieme in quel mix di energia, forza e virtuosismo che sono alla base del successo della sua compagnia, la Spellbound Dance Company, tanto da divenire negli anni un esempio e un punto di riferimento ispirazionale per diversi giovani coreografi emergenti.

Dopo l’esperienza in America nella Compagnia giovanile di Paul Taylor la spinta alla creazione coreografica l’ha portato a firmare già le prime creazioni negli USA per la Jeff Roberge’s Agency. Rientrato in Italia ha fondato nel 1994 la Spellbound dance Company per cui ha creato numerosissime produzioni anche in collaborazione con altri artisti (Marco Schiavoni, Enzo Aronica, Quintetto Estravagario) .

 

I titoli di maggiore successo sono sicuramente quelli dal 2000 in poi, anno in cui Vittoria Ottolenghi diede inizio a una lunga collaborazione che vide le coreografie di Astolfi rappresentate in “maratone” e galà televisivi di grande successo: nel 2000 a Pistoia al Teatro Canzoni per “danza Duemila”, nel 2001 al Festival di Todi di Simona Marchini , “Una maratona per Verdi”sempre sotto la firma di Vittoria Ottolenghi e allo stesso Festival nel 2003 questa volta in una kermesse in omaggio a Peter Gabriel, nello stesso anno ad Ascoli Piceno per il Gala televisivo di Ottolenghi e Cappelli “Notte di duelli e di magia”.

Nel 2003 Astolfi è ospite con le sue coreografie del Gala Rai di Vittoria Cappelli “ Voci in una notte di mezza estate” da Sepino e nel 2004 è a Napoli sempre chiamato da Vittoria Cappelli per la kermesse in mondovisione “Emozioni” dedicata a Lucio Battisti.

Nel 2004 è coreografo per Kitonb Extreme Theatre Company e nel 2005 è
coreografo per Thatreschool di Amsterdam.

Nel 2006 il Teatro Verdi di Pisa chiede la prima nazionale della nuova creazione “Duende” per Spellbound dance Company e nello stesso anno il Festival Internazionale di Maiori in collaborazione con l’Azienda Soggiorno e Turismo di Maiori commissionano e coproducono il titolo “Carmina Burana” che ad oggi risulta la produzione più richiesta della Compagnia, record di incassi nell’estiva 2007 e tutt’ora in programmazione nei principali Teatri ( solo per citarne alcuni, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Curci di Barletta, Teatro Italia di Roma, Teatro Masini di Faenza, Teatro Comunale di Carpi, Teatro Giuditta Pasta di Saronno, Teatro Metropolitan di Piombino, Teatro Comunale di Bitonto, Teatro Comunale di Cormons, Teatro Comunale di Orvieto).


Le coreografie di Astolfi sono state rappresentate con successo oltre che in italia in Croazia, Francia, Germania tant’è che la Fondazione Ricasso di Malaga ha commissionato una nuova creazione per Spellbound per la stagione 2008.

Oltre all’attività di coreografo Mauro Astolfi è costantemente impegnato come guest teacher nei maggiori centri di danza internazionali in città come Tokyo, Parigi, Londra, New York, Zurigo, Stoccolma, Amsterdam, Los Angeles oltre che in numerose strutture italiane.

 

Coreografie per Spellbound Dance Company:
Being there (1994), Ya Mind (1995), Separate lives (1996), Essence (1997), Temporary Thing (1998), In Doubt (1999), Devotion (2000), Amalienbad (2001), Libertango (2001), Red Window (2002), Quattro - il disordine delle stagioni (2003), Stati Comunicanti (2004), Camouflage - maskera (2005), Duende (2006), Carmina Burana (2006), Nafas (2007), Emotional Balance (2007).

 

 

Storia

 

La Spellbound Dance Company inizia la sua attività nel 1994. Fondata e diretta da Mauro Astolfi, la Compagnia ha mantenuto costante fin dagli esordi una forte spinta alla ricerca coreografica e alla commistione di generi per far sì che ogni spettacolo fosse un contenitore di emozioni, immagini, suoni e gesti in costante evoluzione.
La scelta è di non restringere la definizione entro uno specifico stile ma dare spazio alla sperimentazione e alla rielaborazione di tutte le possibili gestualità del balletto per rinforzare l’originale valore comunicativo della danza, la sua valenza artistica come linguaggio muto fatto di movimenti, frammenti di immagini solo suggerite dalle linee dei corpi per lasciare spazio alla fantasia e trasposizione creativa della sensibilità di chi guarda.

La Spellbound ha solidificato la sua presenza nelle piattaforme di danza nazionali, inserendosi in tutti i principali Festival e Circuiti e dal 2003 è stata scelta dall’Agenzia Moving Angel di Stoccarda per iniziare un progetto di scambio e sinergia tra Italia e Nord Europa.
Il lavoro assieme tecnico e coinvolgente costruito da Mauro Astolfi con la Compagnia l’ha resa adatta ad occupare palcoscenici diversi e differenti contesti; chiamata più volte da Vittoria Ottolenghi e Vittoria Cappelli in gala e kermesse di danza e non, la Spellbound ha anche sconfinato in creazioni contaminate e miste, nate dalla fusione artistica con altri professionisti come fu per “Libertango” costruito assieme ai musicisti del Quintetto Estravagario e altre piece dove musica, danza e tecniche multimediali dialogavano con soluzioni sempre nuove e frutto di una costante ricerca e innovazione

 

Direzione artistica
Mauro Astolfi

Direzione organizzativa e contatti
Valentina Marini
E-mail: info@spellboundance.com
Tel: +39 392 4854911

Direzione di produzione e contatti
Feliciana Lo Mele
E-mail: info2@spellboundance.com
Tel: +39 393 9162871

 

 

Produzioni

 

 

Carmina Burana

 

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Regia e coreografia: Mauro Astolfi
Musiche: Karl Orff, V. Caracciolo, A.Vivaldi.
Danzatori: Alessandra Chirulli, Angelo Venneri, Maria Cossu, Gianmaria Giuliattini, Marianna Ombrosi, Silvia Rizzo, Sofia Barbiero, Francesco Gammino, Camilla brezzi
Disegno Luci: Marco Policastro
Scenografie: Stefano Mazzola Costumi: Sandro Ferrone- Roma, Halfon- Roma

 

Produzione realizzata con il Contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo e dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori nell’ambito dei Grandi Eventi della Regione Campania .

La scelta dei Carmina Burana per la Spellbound Dance Company nasce da un desiderio di reinterpretare dei canti che sempre hanno conquistato una propria autonoma dignità teatrale in sede concertistica per la loro dirompente vitalità e ritmo. La danza testimonia e cerca di fondere la sua forza narrativa con quella della musica come a riunire e a completare lo spirito dei Carmina.  Nella raccolta, accanto a versi che esaltano il vino e l’amore, altri cantano la natura, altri condannano la dissolutezza del clero del tempo o incoraggiano le fanciulle a godere del piacere dei sensi. Alcuni versi richiamano all’amore ingenuo e popolaresco , o lodano la taverna . Non mancano infine “canti crociati” con violenti attacchi alla corruzione del tempo e alla avidità di denaro : temi che esprimono grande vivacità di sentimenti ma che sottendono anche un’inquietudine spirituale e una forma di pessimismo. Il balletto di Mauro Astolfi traccia un percorso tra i sentieri dei Carmina come mezzo di espressione dello spirito inquieto dei goliardi,come fosse la loro poesia

 

 

Don Giovanni o il gioco di Narciso

 

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Produzione: Spellbound dance Company, La Biennale di Venezia In collaborazione con Feronia Festival e Uva Grapes Catania Contemporary Dance Festival

Produzione realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Creazione per la Biennale di Venezia, prima assoluta 28/29 giugno 2008, Piccolo Arsenale, Venezia.

coreografia di
MAURO ASTOLFI
libretto ed elaborazione drammaturgica di
RICCARDO REIM
Scene e costumi
GIUSEPPINA MAURIZI
Musiche
W.A. MOZART, V.CARACCIOLO
Musiche originali
LUCA SALVADORI

 

Dal sensuale e cinico “burlador de Sevilla” nato fra le sontuose quinte barocche di Tirso de Molina, passando attraverso Molière, il libretto mozartiano di Lorenzo Da Ponte, Goldoni, Zamora, Puskin, Zorrilla e quanti altri, fino a Byron che con geniale intuizione ne ‘complica’ la psicologia facendone non più un conquistatore, bensì un seduttore sedotto, il personaggio di Don Giovanni reca su di sé lo stigma atroce e sublime della bellezza (che sembra anche, sadianamente, trascinarsi dietro una serie di malheurs) “come dono e come destino”. E’ la bellezza (di cui tutto il resto, a ben guardare, diviene conseguenza) il motore della sua mente e del suo ‘mondo’. Don Giovanni si scompone e ricompone ogni volta nelle sue varie conquiste; suscita nel sesso femminile la stessa passione (a sfondo narcisisticamente onanistico) che prova per la sua immagine riflessa nei tanti ‘specchi’ in cui si contempla invaghito di sé con insicuro compiacimento. La sua coazione a ripetere all’infinito lo stesso atto rende quest’ultimo pressoché privo di reale importanza, il suo “catalogo” serve a fornirgli continue conferme: è schiavo della bellezza (quella muliebre, come inquietante e ambiguo riflesso della propria), e se è vero che spesso, come sostiene non senza invidia Leporello (il più opaco degli ‘specchi’ di cui Don Giovanni si contorna) “non si picca se sia ricca, / se sia brutta, se sia bella” è anche vero che potremmo fare sue le parole poste da Marguerite Yourcenar sulle labbra di Adriano: “Chi ama il bello finisce per trovarne ovunque, come un filone d’oro che scorre anche nella ganga più ignobile, e quando ha tra le mani questi mirabili frammenti, prova il piacere raro dell’intenditore che è il solo a collezionare ceramiche ritenute comuni”. Frammenti, per l’appunto: gli specchi volano in frantumi e non è più possibile ricomporli: se Don Giovanni, come scrive Tirso, è “un hombre sin nombre”, il suo non avere nome suggerisce una non-identità e dunque l’incapacità di conoscersi e di riconoscersi, in un fatale in più di desiderio. In questa coreografia Mauro Astolfi conferma la sua cifra di artista ‘estremo’ che utilizza – anche parossisticamente - tutte le frequenze del corpo nel movimento puro in “reazione allo spazio”, ampliando ulteriormente il suo caratteristico gusto per la contaminazione dei generi e lavorando, per la prima volta, anche sullo stimolo di un’apposita elaborazione drammaturgica curata da un librettista di eccezione come Riccardo Reim. Gli ‘specchi’ invadono anche realmente la scena: lo stesso “Convitato di pietra” diviene un possibile riflesso multiplo (dei rimorsi?… del mortuario cattolicesimo spagnolo vessatorio e sessuofobo?… di uno ‘specchio’ inconfessato e segreto?…) Ma se nell’implacabilità del castigo divino ritroviamo i corruschi bagliori di Tirso da Molina, nella bellezza, nella disperata volontà di ‘possederla’, nell’affannosa insaziabilità del cieco accumulo da collezionista, nell’inconscio terrore dell’invecchiamento e del degrado del corpo ecco occhieggiare Molière e Mozart con la loro funeraria galanteria, ecco le cupezze gotiche di E. T. A. Hoffmann, ecco le mollezze floreali di Gautier, ecco le ambiguità suggerite da Byron e portate all’estremo nell’effeminato personaggio novecentesco creato da Perez de Ayala: l’ultimo specchio di Don Giovanni – in imprevedibile consonanza con Teresa d’Avila - è la propria anima.

 

 

Nafas

 

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Regia e Coreografia Mauro Astolfi

Produzione realizzata con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali. Debutto 26/04/2007 Teatro Comunale- Benevento.

Parte dell’idea di Nafas è involontariamente stata suggerita dai danzatori stessi, quando in alcuni momenti durante lo sforzo fisico intenso di alcune coreografie, il loro respiro sembrava un lamento, un piacere intenso... una disperazione.  Così ho chiesto loro di cercare di ascoltare il respiro, di diventarne consapevoli, di lasciare andare quello che spesso si trattiene”.  “Nafas come parola indiana significa respiro, ma ha una sorprendente caratteristica data dal mutare significato in altre culture del mondo… Nafas per esempio è associata al significato di libertà nel Sufismo, in Arabia invece la parola descrive la forza dinamica inspirata dalla persona al momento della sua nascita… La relazione tra questi significati è stata il motore per questa creazione, dove, sul respiro che ho immaginato proprio come nascita,abbiamo cominciato a lavorare. Tre tavolini come fossero tre culle, tre lettini, la prima superficie all’esterno dove compiere i primi movimenti, inspirare la prima aria …poi la crescita, il gioco, lo studio degli altri…dopo lo stesso tavolino, che da grandi diventa il nostro peso, la nostra croce da sostenere..dopo il nostro micromondo sembra allargarsi ma è sempre costretto da linee, da schemi dove sembra ci sia molto spazio, ma tutto il caos, le passioni, gli interessi e le paure …rendono tutto molto piccolo e sempre lo stesso. 

 

 

Camouflage/Maschera

 

Produzione 2005 realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Coreografia e Regia: Mauro Astolfi
Musiche : L.V. Beethoven, Marco Schiavoni
Assistente alle coreografie: Adriana De Santis
Disegno Luci: Marco Policastro
Costumi: Neide Bigonzetti
Danzatori: Caterina Bonasia, Alessandra Chirulli, Vittorio Colella, Maria Cossu, Eva Grieco, Maurizio Montis, Marianna Ombrosi, Francesca Poglie, Angelo Venneri

 

 

Lo spunto tematico che fa da sfondo al lavoro coreografico di Camouflage nasce, come fu per le precedenti produzioni della Compagnia, dalla riflessione sull’uomo e le sue pulsioni ed emozioni che poi altro non sono che gli stati d’animo che il movimento e le atmosfere in scena suggeriscono allo spettatore. Ogni forma d’arte e cultura è fatta da uomini e letta , vissuta, ammirata da uomini. La sua capacità di trascendere dalle diversità di lingua, etnia e costume ne fa messaggio privilegiato riuscendo a cogliere le caratteristiche comuni a noi tutti ma lasciando il dovuto spazio al singolo, alla personale interpretazione , perché il globale, l’universale non siano sinonimo di appiattimento. L’uomo e le sue maschere, le sue paure, le sue contraddizioni.l’uomo e la donna come elementi dicotomici ma che a volte cercano di scavalcare i confini della propria identità sessuale per poter entrare , anche solo per gioco, in quella dell’altro. La sfida tra percezione e aspettativa, utopia e ragione, il gioco dei ruoli e delle parti in un mondo che sempre più ci vuole vicini ma lontani da noi stessi. L’autenticità è negata molto spesso dal criterio del globale e la personalità si manifesta dietro a schemi e maschere precostituite socialmente. Infatti”Camouflage” descrive la Mimetizzazione e il Camuffamento dell’individuo che nell’utopia di rendersi migliore o rispondente all’accettazione comune si nega principalmente a se stesso rendendo necessario un vero e proprio smascheramento finale  “Camouflage”è il continuo gioco, piu’ sforzo che gioco, di adattare continuamente il proprio essere al mondo, il dover assumere gli stessi colori , le stesse idee e le stesse abitudini degli altri per non essere riconosciuti nella propria diversita, per non essere isolati, esclusi da un mondo che comunque…si traveste e chi non si traveste..non entra. Camouflage è il camuffamento della propria natura, una natura che non si conosce..l’uomo che rimane davanti a una donna..travestito da uomo, con il nome e il sesso di un uomo …ma che in fondo si sente non tanto un uomo, non così uomo come pensava di essere…. “Camouflage“ nasconde i desideri di una donna per sempre e da sempre travestiti dal perbenismo e dall’illusione della buona condotta…la donna devota all’uomo per tradizione e non per per scelta, la donna devota al suo definirsi tale nonostante lotti per equipararsi all’uomo. . La pellicola delle nostre vite scorre come un fluire di circostanze, di incontri dove si interagisce solo con la maschera, una maschera perfezionata che muta e si rinnova in mille immagini…e il distacco aumenta, non tanto dagli altri, ma da se stessi...donne e uomini che chiedono ognuno puntualmente all’altro quello che l’altro non può dare e che loro per primi non hanno da offrire…ma con l’esperienza si assumeranno altre forme, si avranno altre sembianze, una apparente nuova vita dove i riconoscimenti, le lauree, le cariche sociali daranno per un po’ l’effimera percezione di un cambiamento, di una concquista...in realtà in quel momento si riformerà camouflage con una sua imprevedibile, nuova faccia.

 

 

Programma Stagione 2008

 

22/11/2008, Museo Picasso, Malaga - Nafas-For Her

21/11/2008, Museo Picasso, Malaga - Nafas-For Her

19/11/2008, Teatro Borgatti, Cento-FE - Carmina Burana

04/11/2008, dal 4 al 9, Roma, Teatro Italia - "Don Giovanni o il gioco di narciso"

18/10/2008, teatro Goldoni, Venezia - Carmina Burana

19/11/2008, Teatro Borgatti, Cento-FE - Carmina Burana

03/09/2008, Uva Grapes Catania Contemporary dance Festival, Catania - Don Giovanni-il gioco di narciso

28/08/2008, Trentino danza Estate, Tesero-TN - Carmina Burana

11/08/2008, Festival di Mezza Estate, Cremona - Carmina Burana

06/08/2008, festival Di Sommacampagna, Sommacampagna-VR - Carmina Burana

05/08/2008, Cortile Mercato vecchio, Verona - Nafas-Emotional Balance

04/08/2008, Tagliacozzo, Festival Internazionale - Carmina Burana

02/08/2008, feronia festival, Capena-RM - Don Giovanni-il gioco di narciso

31/07/2008, Museo Madre, Napoli - Nafas- Emotional Balance

27/07/2008, Crespina-, Pisa - Nafas- Emotional Balance

20/07/2008, Pescara dance Festival, Pescara - The Logic of the arms

15/07/2008, Int. Bühnenwerkstatt, Graz-Austria - Carmina Burana

12/07/2008, Teatro all'Aperto, Benevento - Carmina Burana

11/07/2008, Florence dance Festival, Sesto Fiorentino(FI) - Carmina Burana

29/06/2008, Teatro Piccolo Arsenale, Biennale di Venezia - "Don Giovanni- o l'albero della carne"-prima assoluta

28/06/2008, Teatro Piccolo Arsenale, Biennale di Venezia - "Don Giovanni- o l'albero della carne"-prima assoluta

23/05/2008, Teatro Comunale, Teramo - Carmina Burana

20/04/2008, Koln, Germania - Gala Internazionale- Movingthetre meet griends

15/04/2008, Belgrad Dance Festival, Belgrado - Nafas-Emotional Balance

12/04/2008, Teatro Comunale, Gioia del Colle-BA - Nafas-Emotional Balance

11/04/2008, Teatro Verdi, Pisa - Carmina Burana

05/04/2008, Teatro Vittorio Veneto, Colleferro - Carmina Burana

30/03/2008, teatro Comunale, Bitonto - Carmina Burana

29/03/2008, Teatro Comunale, Bitonto - Carmina Burana

27/03/2008, Manfredonia, FG - Carmina Burana

19/03/2008, Teatro Masini, Faenza - Carmina burana

11/03/2008, fino al 16-3, teatro italia-Roma - Carmina burana

07/03/2008, Castelfranco Veneto, Castelfranco Veneto - Nafas-Emotional balance

16/02/2008, Cologno Monzese, Cologno Monzese - Carmina Burana

14/02/2008, taranto, Teatro Comunale - Carmina Burana

13/02/2008, Ceglie Messapica, Ceglie Messapica - Carmina Burana

10/02/2008, teatro Curci, Barletta - Carmina Burana

26/01/2008, Pistoia, Teatro manzoni - gala Universo danza

20/01/2008, Teatro Vittorio Emanuele, Messina - Nafas-Duende

19/01/2008, Teatro Vittorio Emanuele, Messina - Nafas-Duende

17/01/2008, Teatro Vittorio Emanuele, Noto - Carmina Burana

 

 

Info

 

Ass.ne Spellbound

via Rivodutri 8 - 00136 Roma

Tel/Fax: +39 06 45492515 +39 06 39745487

Cell: +39 392 4854911 +39 393 39162871

E-mail: info@spellboundance.com

E-mail: info2@spellboundance.com

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